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La manna per le banche

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La Commisione Europea è al lavoro per regolamentare il ricavo dei manager. Bruxelles vorrebbe legare lo stipendio dei vertici a quello dei dipendenti, cioè la componente variabile della retribuzione non dovrebbe superare il 100% dello stipendio fisso. Invece le “lobbies” finanziarie, rivendicando i principi del libero mercato, cercano di frenare l’iniziativa dell’UE. La City non vuole rinunciare a quelle ricompense definite in gergo tecnico: “bonanza”, “colpo di fortuna” o “ manna”. E’ il gioco delle parti. All’opinione pubblica deve essere mostrato che vi è una battaglia in corso per salvaguardare il bene comune. Invece il vincitore è già stato designato e le vittime sacrificali sono i cittadini dell’UE. Questa Europa è particolarmente attenta agli interessi delle banche. Ma la cosa più sorprendente è che non si deve impegnare neanche tanto per riuscirci.

Secondo la visione europea la bolla speculativa che, qualche anno fa, piegò diverse banche statunitensi aveva tra le sue cause proprio la “bonanza”. Molti manager, essendo ossessionati dal “colpo di fortuna”, commetterebbero le peggior nefandezze, pur di ottenerlo, ai danni della comunità. In parte è vero, ma le cause sono soltanto da ricondursi all’avidità individuale oppure sono da ricercare in un vero e proprio sistema di potere? I soldi, si dice, chiamano altri soldi. Dove vanno a finire le ricchezze prodotte dal genere umano? Sempre nelle tasche di pochi. Secondo i dati della Oxfam gli 85 “paperoni” del mondo detengono la metà delle ricchezze del mondo. E state pur certi che combattono con ogni mezzo perché tutto il resto del mondo continui a spartirsi le briciole. In particolare l’attività è volta a sopire la coscienza. Chi vuol soggiogare il mondo sa che potrà farlo, fin quando le persone non vedranno più in la del proprio naso. Per avere una visione che vada oltre se stessi, bisogna almeno vivere in maniera decente. Ciò a cui non aspira, chi tira le fila dell’economia mondiale.

L’incapacità di redistribuire equamente le risorse è uno dei mali della nostra società. Ultimamente, bontà sua, se n’è accorto pure quel vampiro di Obama che, risvegliatosi dalla bara ha identificato nella disuguaglianza una priorita’ del 2014. A ruota, ma guarda che caso, il World Economic Forum ha individuato nelle disparita’ di reddito diffuse una minaccia per la coesione sociale e la sicurezza globale.  Almeno a parole dall’altra parte del mondo, chi detiene il potere illude i suoi elettori con promesse sull’uguaglianza che andranno regolarmente disattese. Le leggi statunitensi continuano a favorire l’1% della popolazione. Mentre i gobbi burocrati europei, per difendere gli interessi dei padroni, non si devono neanche adoperare più di tanto nello scandire degli slogan accattivanti.

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