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La politica degli impresentabili

ParlamentoDopo il film di Brian De Palma sugli intoccabili e la pellicola della Pixar sugli incredibili, va ora in scena un nuovo, per modo di dire, lungometraggio sul tema degli impresentabili in politica. Una “normalissima” querelle tutta italiana, dove corruzione e malaffare rappresentano la colonna portante della storia, un racconto ormai replicato in tutte le salse e in tutte le sale cinematografiche dell’italico paese, il quale, è ormai dato per spacciato, perché gli anticorpi che dovrebbero salvaguardarlo sono sempre più minati da forze aliene a questa umanità.

Siamo in presenza di una abitudine tutta italiana, quella del tirare la corda o del tirare a campare, senza un progetto degno di questo nome che possa essere alimentato da un singulto di buon senso in grado di prendere la direzione del bene comune. Forse sto esagerando, perché un progetto esiste, anche molto chiaro se si vuole essere onesti, da parte di questi “cettolaqualunque” che fanno dell’impudenza una ragione di vita, perché ormai i senza vergogna amano rendere sempre più evidenti i loro intrallazzi.

Domani, 31 maggio, si voterà in sette regioni per l’elezione dei nuovi governatori, ma solo ieri è stata resa nota la lista degli impresentabili, cioè coloro che in base al codice etico dei loro partiti o dei partiti al cui candidato sono collegati non avrebbero dovuto presentare la loro candidatura. La commissione parlamentare Antimafia ha ultimato lo screening sui circa 4mila candidati comunicando che vi sono alcuni personaggi di varia umanità che qualche scheletro nell’armadio ce l’hanno, dove il nome più illustre è quel Vincenzo de Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Campania.

Ci dovrebbe essere un plauso a questa iniziativa che ha reso noti, alla fine, 16 candidati impresentabili, invece, la commissione parlamentare Antimafia viene accusata di ingerenza in questa tornata elettorale, presa di mira perché ritenuta in grado di alterare le elezioni amministrative. Non c’è che dire, siamo sempre e comunque in un ambito nel quale si cerca di rattoppare lo squarcio prodotto nella legalità, in modo particolare da parte delle politica e dei suoi “eminenti” personaggi che si stanno affannando perché nulla cambi in tal senso, confutando tutto ciò che potrebbe smascherarla.

Stiamo vivendo tempi “strani”, tempi nei quali scoperto il ladro, è solo un esempio senza riferimenti a fatti o persone, si accusa chi lo ha catturato ritenendolo responsabile di aver portato alla luce qualcosa che potrebbe “macchiare” l’immagine del malvivente. Una società civile, che possieda ancora gli anticorpi della democrazia, non perderebbe questa occasione per rafforzare la legalità.

La vera ingerenza è data da questa politica becera e corrotta che si sente piccata se colta con le dita nella marmellata, una politica che cerca di tenere nascosto il malaffare, e che presenta candidati impresentabili tenendoci all’oscuro dei loro intrecci malavitosi. Sono proprio permalose queste primedonne, in primis quel Matteo Renzi che della Leopolda fece un cavallo di battaglia dove sembrava che dovesse rottamare tutto e tutti, senza incentivi diceva, ma si trattava del 29 agosto 2010.

Neanche cinque anni sono passati e ne ha fatta di strada il nostro Renzi, perché il suo giudizio sulla questione parla di un dibattito autoreferenziale e lontano dalla realtà, dicendosi pronto a scommettere, come disse tramite la sua Enews settimanale, che nessuno dei candidati messi all’indice sarebbe stato comunque eletto.

Ma vi rendete conto della sfacciataggine espressa? Tranquilli, il candidato è sì impresentabile ma non verrà eletto, lo candidiamo così, tanto per passare il tempo, soprattutto per far risaltare quelli onesti, così che l’elettore possa essere facilitato nella scelta. A Roma si parlerebbe della necessità di toglierli il vino, perché non è possibile che pur di giustificare se stessi e i mandanti, si esprimano tali incongruenze.

Si tratta di avanspettacolo, qualcosa che possa intrattenere il pubblico in attesa dello spettacolo principale, che è quello che si cela dietro queste schermaglie. Peccato che a noi non sia dato sapere la trama, peccato ancora di più che ci si adegui a questo teatrino continuando a dare credito a questi personaggi pieni di sé e vuoti di tutto il resto.

 

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