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La realtà è sempre più virtuale e sempre meno umana

samsung-gear-vr-v3-1500x1000È arrivato nei giorni scorsi sul mercato il Samsung Gear Vr, un giocattolo tecnologico che fa da apripista ad altri che, da qui a Natale, invaderanno il mercato. Si tratta di un caschetto che sfrutta uno smartphone, il Galaxy Note 4 della Samsung, attraverso l’applicazione di Oculus, garantendo una immersione immediata e senza fili nella realtà virtuale.

Gli utilizzi potranno essere i più disparati, in grado di aiutare l’essere umano nelle sue attività, vedi, per esempio, una operazione chirurgica simulata per poi agire per il meglio quando se ne presenterà la necessità di svolgerla concretamente. Quindi ben venga tutto questo, se potrà aiutare l’essere umano a migliorare la qualità della propria vita.

Il problema è che la stragrande maggioranza degli esseri umani usa la tecnologia per giocare, maturando attività compulsive lesive della realtà, così da immergersi sempre più in una realtà virtuale. Il rischio è proprio questo, essere continuamente trasportati in mondi illusori rendendo sempre più difficile il riconoscimento della realtà.

I bambini e i ragazzi, anche in questo caso, saranno quelli che ne pagheranno maggiormente le conseguenze, i quali, saranno abituati sin da piccoli ad una realtà virtuale che renderà loro sempre più difficile identificarsi nella nuda e cruda realtà, che male male poi non è, se qualcuno si prendesse la briga di aiutare a comprenderne il senso.

Secondo me le cose che servono veramente sono altre, come il nutrire la nostra umanità, aiutandola a sviluppare la sua vera natura, a partire dai bambini, i quali, dovrebbero essere stimolati nell’inventiva, creando con “poco” cose grandi, riuscendo così a solcare la vita attraverso i loro sogni che non dovrebbero mai essere spezzati.

Invece no, basta un caschetto, uno smartphone e una applicazione, quindi, a che cosa serve fare fatica, magari stimolando la fantasia, meglio una realtà virtuale belle pronta e preconfezionata, e ciao ciao alla propria unicità, sempre più spalmata in un tutto, in una specie di grande collettività dove tutti sentono e vivono le stesse cose.

Che bello quindi, partite di calcio a 360° come mai si erano viste, film che girano intorno allo spettatore con la possibilità di immergersi in essi, magari ritrovandoci nel bel mezzo di una sparatoria, potendo quasi toccare le pallottole… sai che emozione.

Tutta roba, che per una umanità bambina è un gioco, senza che si renda conto dei rischi che si corrono. Per un 5% di utilizzo “sano”, magari il 95% servirà alla “massa” per essere ancora di più imbrigliata in mondi illusori.

Le vere emozioni sono quelle che consentono ai cuori di toccarsi, percependo una scintilla che illumina la propria coscienza, invece che si farà in un prossimo futuro? Schiacceremo un pulsante facendo partire l’applicazione, evia per un tour virtuale permanente.

Ciò che stiamo vivendo non ci piace? Nessun problema basterà far partire una applicazione… ma poi la vita reale chi la vivrà, e se non la vivremo non la potremo neanche insegnare attraverso l’esempio… forse a questo punto dovremo scaricare un’altra applicazione per vivere la realtà virtuale di uno che non riusciva a vivere la realtà reale… tanto per capire quale intorcinamento ci potrà venire.

Signori qui ci stanno distaccando dalle nostre emozioni, al punto tale che, sempre più, vengono percepite come dolorose, e di questo passo non le vorrà vivere nessuno, perché basterà far partire una applicazione per entrare in un nuovo mondo nel quale essere anestetizzati. In qualsiasi situazione avremo uno strumento in più per isolarci, si vede che quello che stiamo vivendo non basta, verificando quotidianamente persone immerse nei loro ordigni tecnologici sempre più isolati dai propri simili.

Con questo nuovo gioco e gli altri che seguiranno credete che migliorerà la situazione? Secondo me precipiterà ulteriormente, magari non nell’immediato, visto che tutto il pacchetto costa all’incirca 700 euro e non tutti se lo potranno permettere, ma possiamo starne certi che i prezzi caleranno e potrà essere disponibile per la massa.

Ci sarà un motivo che la tecnologia, in proporzione, costa meno della verdura? Forse perché nel primo caso diverrà più facile divenire alieni a questa umanità, perché è di questo che si sta parlando, la modifica di una condizione umana, compreso il DNA, sempre più d’impiccio a forze che vogliono impadronirsi della natura umana.

Fonte: articolo di Federico Cella pubblicato dal Corriere della Sera del 6 Febbraio 2015

 

 

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