Attualità, Cultura, Home

La risposta è dentro di te epperò…

Le abbiamo dette tutte, abbiamo pubblicato l’impossibile, ognuno fedele al proprio credo, alla ricerca certosina di voci autorevoli, interviste attendibili, statistiche inattaccabili. Che pure siamo riusciti ad intaccare, minimizzare, ridicolizzare sulla sterilizzante pagina di fffbbb o nel nostro intimo supplizio. Passando con disinvoltura dalla benevola esortazione ad aprire gli occhi, alla saccente ramanzina, all’attacco sarcastico non privo di veementi epiteti. Una rosa di invidiabili possibilità linguistiche e figure che vanno dalla retorica alla più comune produzione escretoria. Abbiamo trovato il modo di “espellere” la nostra frustrazione contro il nemico comune sbocciato in un multicolor primaverile di alternative, dal famigerato runner, più famoso di Jack lo squartatore, alla pur rinomata controparte di lodevoli detentori dell’ordine che il runner lo bloccano e lo spennano. Altra modalità di attacco è il tiro di sponda, dove il nostro avendo letto sulla pagina di un “amico” quanto in cuor suo e non solo definisce una boiata, apporta sulla propria la tombale affermazione: “A tutti i miei contatti che condividono lo sproloquio di… (autore a scelta) per favore cancellatevi grazie”. Che si tratti di un amico o un simpatizzante, senza neanche assumerti la responsabilità di eliminarlo tu quel contatto. Allegoria di voragine comunicativa sempre più dilagante. Quando il gioco si fa duro la reazione primaria è di pararsi dietro convinzioni arcaiche, spesso nutrite da variegate paure – aventi in comune la paura di svanire, che sia nel Sacro Nulla o nel Sacro Tutto è uguale – convinzioni che diventano un muro altissimo, composto da opinioni attaccate spesso con lo sputo, dove il cervello è un ricettacolo di pensieri altrui, piuttosto che paiolo di nuove ricette create dalla nostra splendida quanto sottoutilizzata mente, un muro da dietro il quale ben riparati lanciamo bombe a mano a casaccio e con dissimulato piacere. Non ci sovviene la spossatezza, il desiderio profondo di quietare tale reboante vociare che perviene dal mondo esterno quanto dalla nostra mente inquieta? Come se la quarantena amplificasse il rumore piuttosto che il silenzio, estrovertisse piuttosto che portare dentro, promuovesse il movimento caotico di pensieri ed emozioni piuttosto che un attento sguardo su scenari futuri. Perché ci sarà un futuro. Al di là di questo limbo all’interno del quale stiamo annaspando, per sopravvivere a un lavorare disperato, o a una quotidianità congelata, o a una malattia enigmatica, o allo sgretolamento di tutte le certezze, al di là di questo fermo immagine che atterrisce ma consola perchè anestetizza c’è un futuro. Ci sarà un ‘dopo’ che lo si voglia o lo si paventi. L’unico luogo dove è possibile inopinatamente trovare la risposta a tutti i quesiti, dove distinguere ciò che è Verità da ciò che si è preso a prestito è ben nascosto dentro di noi. La risposta è dentro di te epperò è sbagliata, diceva Guzzanti. A ragione, perché quella giusta non è mica semplice individuarla tra tutto questo vociare e tutte le variopinte immagini virtuali. Stiamo per diventare virtuali pure noi, se abbandonassimo le ali che abbiamo accettato di indossare per volteggiare in un finto cielo radioattivo saremmo benedetti da un po’ di virtù.

La risposta è dentro di noi. E non è facile da trovare. Tanto vale incamminarsi. Anche perché inizia ad essere effettivamente un po’ ..tardino.

Articolo di: Mariagrazia Lacitignola

Share this Story
Load More Related Articles
Load More By RIP - MRU
Load More In Attualità

Check Also

Richiesta di audizione alle istituzioni del 19 novembre 2018

Di seguito riportiamo il testo della lettera appena ...

Cerca

Facebook