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La scuola cade a pezzi

Scuola1La scuola, in Italia, cade a pezzi, come accaduto a Sesto San Giovanni in provincia di Milano, dove alcuni calcinacci staccatisi dal soffitto hanno colpito sette bambini, i quali, per fortuna, non hanno subito gravi conseguenze, considerando il grave rischio che hanno corso.

Questo è l’ultimo evento, di una lunga serie, di cui si ha notizia, ma possiamo essere certi che non sarà l’ultimo, vista l’incuria in cui versa la scuola, a cui nessuno, pare, vuole porre rimedio, anche se le promesse, come sempre in questi casi, si sprecano, ma a farne le spese è un paese ormai dileggiato da chi lo sta spolpando.

Come si fa a non parlare di Renzi anche in questo caso, non che la colpa sia sua, almeno non tutta, ma dobbiamo ricordare che nel suo discorso di fiducia promise 3,5 miliardi di investimenti per rendere la scuola italiana sicura e confortevole, ma si sa, le chiacchiere costano poco e fanno fare bella figura, per poi far svanire il tutto come un gioco di prestigio.

Anche in questi giorni ci riprova con la riforma della “Buona scuola”, perché, dice Renzi, se riparte la scuola riparte l’Italia, ma mi sembra di ricordare che lo avesse detto anche per altri settori della società… in ogni caso, malgrado il dispendio di fondi pubblici per gli spot, restano le chiacchiere, e in questo campo, il toscano rampante, ci sa fare.

Il lavoro manca e la disoccupazione è ormai a livelli insopportabili, mentre la corruzione e il debito pubblico non conoscono la crisi, anzi, anche con il “nuovo” premier, la curva del malaffare non conosce soste. È tutto un magna magna, come diceva Benigni in suo film, e questa classe politica che fa da palo a chi sta derubando questo paese, non è altro che complice di questa razzia di risorse comuni.

Il risultato è che la scuola cade a pezzi, e i bambini, che sono una risorsa che dovrebbe essere tutelata ad ogni costo, non sono messi nelle condizioni di operare al meglio, mentre, invece, si cerca continuamente di disinnescarli, proponendo loro modelli sempre più beceri e alienanti.

Ormai non ci sono più risorse, visto che si sono mangiati quasi tutto, ma non basta evidentemente, visto che l’avidità non conosce remore. In tutto questo, i bambini, vivono il loro periodo scolastico in ambienti molto spesso fatiscenti, non certo gradevoli e orientati verso il bello e il bene comune.

Per non parlare dei programmi scolastici, e degli insegnanti sempre più in difficoltà, i quali, non riescono a far scoccare le scintille presenti nei bambini, anzi, avviene esattamente il contrario, bagnando loro le polveri perché non possano incendiarsi, spegnendo in loro la vitalità, ormai divenuta pericolosa ai più.

Non bastasse questo, magari vivono in edifici scolastici, molto spesso, ancora pieni di amianto e, tornando al tema principale di questo articolo, si ritrovano a dover correre il rischio che qualche calcinaccio cada sulle loro teste. Non nutro particolare fiducia in un miglioramento della situazione, anzi…

Volendo fare un po’ d’ironia, come piace molto al nostro premier, è più facile che i bambini debbano andare, in futuro, a scuola bardati come giocatori di football americano. Magari sentiremo Renzi dire che i bambini devono essere sicuri, e se saranno sicuri i bambini anche l’Italia sarà sicura…ma questo deve essere un format.

Comunque la vita è più forte e saprà farsi valere, con tutta la pazienza di cui è capace, sapendo bene che l’ignoranza umana non si dissolve facendo una riforma o un decreto, ma solamente con i fatti, visto che con il tempo e la paglia maturano anche le nespole, fatti che per il momento non si vedono, visto che nessuna forza politica è disposta a spendersi per il bene comune.

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