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La tecnologia ci sta davvero aiutando? Per Kaspersky no

twitter-566341_640E’ una questione di comodità, in questo preciso istante, grazie al mio smartphone posso accedere ad una tale quantità di informazioni che a tratti la memoria non serve più.

E cos’è il nostro pensiero se non memoria, fondamentalmente nient’altro, perché la nostra mente è il frutto delle esperienze, nonché dei condizionamenti sociali e culturali che abbiamo vissuto fino ad ora.

La meditazione si occupa anche di questo, del trascendere la mente, poiché essendo appunto sempre vecchia, non può permetterci di avere una visione davvero obiettiva della vita, non a caso si dice che la mente mente.

Naturalmente questo non riguarda l’intero campo della nostra vita, ad un livello pratico le informazioni accumulate durante la nostra vita e l’allenamento razionale del cervello servono, altrimenti non potremmo ad esempio imparare una lingua o svolgere il nostro lavoro.

Insomma senza la capacità di usare a volontà la nostra mente, saremmo assolutamente vulnerabili e alienati.

Bene, secondo Kaspersky, il celebre produttore di anti virus sta accadendo proprio ora, mentre state leggendo questo articolo dal vostro computer o smartphone.

Le connessioni internet sempre a portata di mano ci stanno facendo dimenticare informazioni importanti provocando in noi una vera e propria “amnesia digitale”. Queste sono le conclusioni di uno studio finanziato da Kaspersky che ha analizzato un campione di 6 mila persone adulte provenienti da tutta Europa.

Per l’80% di loro internet sarebbe addirittura una estensione del proprio cervello ( andiamo bene..) mentre il 36% ha dichiarato di connettersi alla rete senza nemmeno provare ad usare il cervello per ricordarsi le informazioni di cui hanno bisogno in quel preciso momento, e di questi, il 24% dice di dimenticare subito quello che hanno trovato on line.

Sono dati a mio avviso sconvolgenti, basti pensare che il 30% degli italiani presenti in questa ricerca ha dichiarato di non ricordare il numero di telefono dei figli e il 42,5% quello del luogo di lavoro.

Non che sia obbligatorio, certo, ma questo ci da un buon quadro di quanto sia paradossale questo stato di cose in cui possiamo accedere istantaneamente on line ad informazioni da ogni parte del globo e su qualsiasi argomento, ma non ricordiamo più come prima ciò che riguarda concretamente la nostra vita.

Una mente alienata, intontita dalla pigra facilità, che non riesce più a svolgere i suoi compiti, equivale ad una mente vuota in senso negativo. Credo che questo sia il principio stesso della stupidità, e una persona in queste condizioni rischia di essere gravemente menomata.

Portare chiarezza in questa nebbia densa significa ristabilire un contatto con la vita vera, quella fatta anche di fatica, dove la mente razionale ha il suo giusto posto e dove non è sano vivere attaccati ad un telefono.

La consapevolezza è l’unico modo che abbiamo per far fronte a questi pericoli legati ad un uso distorto e forse in parte indotto della tecnologia.

E’ fuori di ogni dubbio e discussione che il progresso tecnologico rappresenti anche un bene prezioso per la nostra vita, ma nel momento in cui non si ricorda più il proprio numero di casa facciamoci due domande.

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