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L’applicazione iOs 8 di Apple ci monitorerà per il nostro “bene”

healthbook-book1Il mondo delle “macchine” segna un altro punto a proprio vantaggio, facendo leva sulla salute che l’essere umano teme di perdere più di ogni altra cosa, pur facendo ben poco per preservarla, soprattutto dal punto di vista emotivo. La novità è legata al sistema operativo iOs 8 di Apple che è scaricabile da qualche giorno, ed è una delle applicazioni più attese, si chiama Health (Salute), in grado di monitorare la nostra salute.

La salute è un tema molto sensibile, lo dimostrano anche le statistiche che indicano un aumento del 62% negli ultimi 6 mesi delle consultazioni di applicazioni legate allo sport e al benessere, quindi, i tempi sono maturi per passare ad un altro step, allontanando sempre più le persone dal proprio sentire e da un contatto diretto con il medico, con il rischio di alimentare un fai da te pericoloso.

Apple ha creato una piattaforma in cui tutte le informazioni su alimentazione, attività fisiche, qualità del sonno ed esami clinici sono aggregate e analizzate. Questo rappresenta il punto di arrivo, attualmente le informazioni vanno inserite manualmente o importate da braccialetti come Fitbit o Nike FuelBand. Dall’anno prossimo contribuirà anche Apple Watch, in grado di monitorare il battito cardiaco e seguire i movimenti del corpo. La sfida è quella di dotare l’utente medio di dispositivi sempre più sofisticati.

Il monitorare autonomamente i parametri biologici ha sicuramente dei vantaggi innegabili, avendo la possibilità di tenere sotto controllo, per esempio, il proprio cuore se si soffre di qualche cardiopatia, lo stesso vale per la glicemia per un diabetico. Ci sono però da soppesare alcuni rischi, come dice Luigi Ripamonti su Repubblica, il primo è legato al cambiamento della comunicazione con il medico, il secondo è il negare, da parte del paziente, l’uso di queste applicazioni, per il timore che il medico non approvi.

La mia impressione è negativa, perché, anche se alcuni aspetti di questa tecnologia sono innegabilmente positivi, ritengo vengano usati come un cavallo di troia per entrare nelle nostre vite di soppiatto ma neanche tanto, cercando di scollegarle da un sentire che evidentemente risulta pericoloso, rendendo sempre più insicure le persone, inducendole a delegare, fino a sfociare nell’ipocondria.

Osserviamo semplicemente che cosa comporta l’uso di dispositivi elettronici, i quali vengono controllati continuamente, perché una mail, un messaggio, oppure il verificare se il proprio post sui social network sta avendo successo, sta provocando una compulsività che, malgrado ci venga detto che si può smettere quando lo si vuole, se ne rimane vincolati sempre di più.

Stanno semplicemente traslando tutto questo nei confronti del benessere, inducendo a pensare che il monitoraggio continuo eviti di ammalarsi. In alcuni casi, come citato in precedenza nulla da dire, ma sappiamo come andrà a finire, inutile negarlo, saremo vittime di un bisogno continuo di controllare i dati che emergeranno dal nostro corpo e, invece di risolvere il problema lo peggioreremo. Lo stesso accade per qualsiasi problema dove il pensarci continuamente non lo risolverà di certo, correndo, invece, il rischio di alimentarlo.

A pensare male ci si prende, vuoi vedere che le case farmaceutiche sotto il cartello di Big Pharma, vogliono sfruttare questo filone per ingrassare ulteriormente? D’altra parte come farebbero questi colossi farmaceutici ad aumentare i loro profitti se i loro prodotti fossero veramente in grado di guarire? Credo, invece, che servano solamente a creare effetti collaterali di cui cibarsi, alimentando una ipocondria che renderà il paziente schiavo di un benessere possibile da raggiungere, ma non in questo modo.

Poi tutti questi dati dove andranno? Certamente non andranno dispersi e qualcuno li utilizzerà per i propri scopi, basti solo pensare alle assicurazioni, le quali ci dicono, ovviamente, che non hanno nessun intento di accaparrarsi questi dati sensibili… e se in futuro per stipulare una assicurazione la compagnia ci dicesse che dobbiamo essere monitorati perché vuole essere certa di non correre rischi?

Pensiamo anche solo alle banche, le quali ormai prestano i soldi solo a chi li possiede, probabilmente le assicurazioni faranno lo stesso, assicurando solamente chi è sano come un pesce, si sarebbe detto una volta, mentre quelli che presentano anche il minimo rischio vedrebbero aumentata a dismisura la loro polizza, fino anche a sentirsela rifiutata.

Fantascienza lo so, ma le nostre vite sono sempre più monitorate, e in nome della sicurezza la nostra privacy non esiste più. Siamo sempre più controllati ma ci ammaliamo di più, in nome della sicurezza siamo sempre più controllati, ma abbiamo sempre più paura, possiamo comunicare dalle Alpi alle Piramididi e dal Manzanarre al Reno ma ci sentiamo sempre più soli… qualcosa non va, questa tecnologia è solo di facciata, una vittoria di Pirro, perché lo sconfitto è il genere umano sempre più alienato da tecnologie che imbrigliano le emozioni, impedendo loro di arrivare al cuore.

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