L’avidità a Fukushima

radioaktivitaet-fukushima-ia-14586-20130711-71Non si riesce a star dietro a tutte le notizie che ci confermano la disumanità che stiamo vivendo in ogni ambito della vita, ed in questo caso abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Mi ha colpito questa notizia apparsa sul venerdì di Repubblica a firma di Silvio Piersanti, che mi ha dato la conferma di quanto l’essere umano sia in grado di fare a scapito di se stesso e di tutto ciò che lo circonda.

Ricordiamo tutti l’evento tragico accaduto negli impianti nucleari di Fukushima nel marzo 2011 in seguito al terremoto e al susseguente tsunami che colpì il Giappone, ed il fatto che non se ne senta più parlare non significa che tutto sia risolto. A tutt’oggi, malgrado le rassicurazioni della Tepco la società responsabile, la radioattività nella centrale, e intorno ad essa, è talmente alta che nessun operaio accetta più di lavorarci, infatti basterebbe un’ora di esposizione per uccidere un uomo.

La cosa è stata in parte risolta e le ricognizioni sul luogo del disastro vengono fatte da piccoli aerei teleguidati, mentre per ispezioni interne si utilizzano robot. Tutto a posto quindi? Neanche per sogno, visto che i robot non possono compiere tutte le operazioni e allora che si fa? Nessun problema, si ricorre a barboni, individui disperati che accettano di rischiare la loro vita per 90 dollari al giorno. Inoltre questa cifra deve essere spartita con la yakuza, la mafia giapponese che arruola i senzatetto andandoli a reclutare nelle stazioni ferroviarie e della metropolitana.

La Tepco, ci informa Silvio Piersanti, paga alle società protette dalla yakuza un tanto a barbone e la famiglia mafiosa incassa la sua regolare tangente ma, non sazia, mette in tasca anche circa la metà della paga giornaliera di quelle povere persone, come pagamento per la sistemazione in economici dormitori e per buoni pasto.

L’avidità umana è senza limiti e l’essere umano tende a sfruttare qualsiasi situazione per trarne profitto. Non basta negare i pericoli di una centrale nucleare e sicuramente tante perdite di materiale radioattivo che vengono fatte passare come innocue, ma nel momento in cui non si può fare altrimenti di fronte all’evidenza si continua a negare il tutto: <<vi posso assicurare che la situazione nucleare è sotto controllo>> affermò il primo ministro Shinzo Abe, portandosi le mani al cuore, nell’ultimo e decisivo appello per l’assegnazione dei Giochi Olimpici del 2020.

L’indignazione è inevitabile, ma con quanto male l’essere umano deve fare ancora i conti prima che si renda conto degli effetti che procura, e orientarsi verso la modificazione delle cause? Ancora molto se ci guardiamo intorno, prima che il bene comune, nel rispetto reciproco, si affermi.

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