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Le armi non hanno mai portato la pace… qualche voto sì però!

weapons-1045397_960_720La scelta del candidato è importante per acchiappare voti, soprattutto in politica, quindi, ogni elezione, nazionale o comunale che sia, bisogna scegliere il personaggio con il giusto appeal, quello che colpisce la gente alla pancia. La candidatura di Francesco Sicignano, nelle file di Forza Italia alle prossime elezioni amministrative di Milano, non fa una piega, malgrado sia indagato per omicidio volontario per aver ucciso un rapinatore nella sua casa a Vaprio d’Adda in provincia di Milano. Nessun problema dunque,   d’altra parte avere stima di Berlusconi e condividere con l’ex Cavaliere la passione per le donne sembra essere più che sufficiente per rappresentare il proprio elettorato e non solo.

Francesco Sicignano ha le idee chiare per il suo programma politico, dove armi e rastrellamenti debbono servire a tutelare la proprietà privata a tutti i costi. Niente paura se il clima diventa da far west, bisogna andare alla pancia dell’elettorato, dove le paure si fanno sentire più chiaramente, quindi, che cosa c’è di meglio se non la sicurezza e la libertà di vivere i propri spazi senza che questi vengano violati? Bastano un po’ di armi quindi, e farsi giustizia da soli, ma che bel obbrobrio, reso naturale dal periodo che stiamo vivendo, dove diviene sacrosanto il diritto di difendersi a qualunque prezzo.

Le “piccole” guerre quotidiane conducono a quelle “grandi”, dovrebbe essere ovvio, eppure non lo è, per una umanità ancora incentrata sul proprio territorio da difendere a spada tratta. L’essere umano ha sempre più paura, condizione che viene incentivata da coloro che fanno dell’insicurezza un cavallo di Troia con il quale penetrare nelle coscienze, così da inquinarle per bene. Sono le paure che rendono aggressive le persone, e pensate che tenere armi a portata di mano elida le paure? Succederà esattamente il contrario invece, perché un essere umano che ha paura cercherà più sicurezza, senza peraltro trovarla, giustificando la propria aggressività

Ti uccido prima di essere ucciso, questo fa percepire la paura, la quale, tende a far aumentare a dismisura la percezione del pericolo, un po’ come le temperature. Qualche anno fa, la temperatura era quella rilevata dal termometro punto e basta, poi si è passati anche a quella percepita, che cosa voglia dire non lo so, ma forse anche si, in linea con il non dare mai punti di riferimento che siano affidabili. Con la paura è la stessa cosa, conta sempre di più quella percepita, la quale, tende a lievitare, perché attraverso un evento di questo genere, si crea una cassa di risonanza dalla quale sarà difficile rimanere indenni. Cosa non si fa per una manciata di voti, il fine giustifica sempre i mezzi.

Non bisogna dare voce alle proprie paure, ascoltarle sì, ma senza che prendano il sopravvento perché la loro percezione non è attendibile… invece si fa esattamente il contrario ma chi semina vento…

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