LE SCIE DELLA VERGOGNA

Maggio 2016, da ogni regione d’Italia, dalle Alpi alla punta estrema dello stivale, comprese le isole grandi e piccole, lo stesso grido: il cielo è inguardabile, l’umidità penetra profondamente nelle ossa, i filamenti di ricaduta si attorcigliano alle finestre e penetrano dentro casa, così come dentro ai nostri polmoni.  Da molti giorni le strisce di angoscia, di vergogna, di ignavia sfregiano il cielo e consumano, davanti ai nostri occhi, lo spettacolo indecente della distruzione del nostro mondo. Le strisce della vergogna stanno cancellando tutta la nostra storia: le conquiste sociali, culturali, storiche, artistiche, economiche, agricole e stanno sbriciolando la dignità degli esseri umani, incapaci di mettere al primo posto delle loro competenze e capacità la salvezza del passato e del futuro della nostra Terra, anteponendola alla difesa della propria “faccia” e del proprio illusorio “ stato sociale” che sta per essere spazzato via comunque e gettato nella spazzatura.

Mi sono confrontata in questi giorni con uno scienziato vero, serio, competente e onesto; persona che sta dando un grande contributo all’affermazione della verità delle cose, dimostrata dalle analisi che è in grado di fare nel suo laboratorio, riconosciuto a livello Europeo di elevata competenza scientifica. Sto parlando di un uomo che ha dimostrato di non lasciarsi convincere da nessuna pressione esterna e indebita e per quante difficoltà gli possa creare la sua integrità, nessuno riesce a farlo scendere a compromessi, a sotterfugi, a tradimenti vari della sua scienza e conoscenza. Ebbene anche per un uomo di questa levatura le scie chimiche sono un “campo minato” per la sua “onorabilità scientifica”. Da un vero scienziato, i ricercatori e divulgatori delle scie chimiche, più e meno noti, sono visti come dei ciarlatani: non c’è quella certezza scientifica… non c’è la possibilità di accedere a quei contenitori stipati nel sottofondo degli aerei per prelevare qualche campione da analizzare; non si può salire in quota e prelevare direttamente dal tubo di emissione ciò che viene emesso. Questa brava gente queste possibilità non le avrà mai! C’è semplicemente la NATO a difesa di questa così detta “sicurezza” per cui questo bravo scienziato si limita e si limiterà ad essere “ preoccupato”

“… anche io vedo le scie! Ci sono e sono preoccupato”

Sì ci sono!  Questo è il punto!

E gli uomini, in misura sempre crescente, stanno male già da adesso! Stiamo drammaticamente scoprendo che l’agricoltura non produce più nulla se non viene avvelenata, ma così facendo, avveleniamo ulteriormente noi stessi.

Siamo già dentro un vortice che porta sempre più in basso.

Le scie della vergogna ci sono per il semplice fatto che sono sostenute da tutti noi: ubbidendo a motivazioni le più differenziate, da quelle nobili o presunte tali, passando per l’indifferenza e il menefreghismo di tutti quelli che non si sentono colpiti espressamente, per arrivare alla vera e propria collusione, viviamo questo contesto surreale che non riusciamo a capire e a recepire. E anche quando abbiamo visto e recepito, non siamo in grado di intraprendere la minima azione concreta per uscire da uno stato di perenne e continua lagnanza, tranne quello di cliccare e dire mi piace oppure non mi piace!!! Che mirabile sforzo!!

Le persone di valore si fanno da parte e lasciano la gestione della vita sociale alla vigliaccheria, all’ignoranza, alla presunzione.

La gestione concreta di una attività che mette KO i cieli di tutto il mondo coinvolge un numero considerevole di persone che, per quanto il lavoro sia militarizzato, è impossibile non si rendano conto di quello che fanno. E per quante balle riescano a raccontarsi per stare tranquilli, per quanto ottusi, rintontiti, privi di coscienza e di anima, se hanno studiato un po’ di storia e fino a un po’ ci siamo arrivati tutti, è impossibile che siano tutti concordi e possano continuare a cooperare a uno scempio al cui confronto la malvagità nazista può sembrare una scappatella adolescenziale. E’ impossibile che tutti i militari siano concordi e che nessuno di loro trovi un pizzico di coraggio nel sottofondo della propria scaduta virilità. Però di fatto fino ad ora abbiamo potuto conoscere esclusivamente l’autorevolezza del Generale Mini, che per primo ha cercato di aprire gli occhi e la mente all’opinione pubblica sorda e cieca, con quello storico articolo su Limes

” La guerra globale ambientale è già incominciata”

E che ha continuato il proprio impegno con conferenze in cui ha espresso  il suo pensiero, anche sulle scie chimiche.

Tratto dalla conferenza di Firenze intervento del Generale Mini:  a lui l’onore di fare la differenza, a lui l’onore di essere Uomo!

 

(http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/areosol/generale-fabio-mini-le-scie-chimiche-in-cielo-ci-devono-spiegazioni-scientifiche/

“Non so a cosa serve, non so neanche se serve. Il mio dubbio è questo, come mai questi signori stanno lì in giro e lo fanno con una frequenza che è bestiale….questa cosa c’è ogni giorno…” commenta Fabio Mini le scie nei nostri cieli: lunghe, corte, larghe e sottili, con una varietà notevole di forme e colori, mai viste in passato.

Militari dell’Aeronautica, addetti dei servizi meteo e del traffico aereo civile, stampa nazionale ed internazionale, enti ed associazioni che si occupano di ambiente, ministri, parlamentari, TV e radio, partiti di ogni colore, scienziati, sono tutti d’accordo, non c’è nulla di anomalo o strano nei nostri cieli per loro: la causa dei cieli segnati dalle scie è banalissima, si tratta semplicemente di traffico aereo intensificato. Mini manifesta apertamente la sua perplessità.
Le scie ci sono e NON sono normali, lo dice senza tanti giri di parole. Durante la guerra in Kosovo la manipolazione delle nubi ha avuto una sua importanza strategica ed è stata messa in pratica, e Mini spiega il come e il perché. Possono essere create coperture nuvolose artificialmente, ed artificialmente possono essere dissolte. Può essere ed è strumento di guerra. Le manipolazioni atmosferiche esistono e servono a cambiare il tempo meteorologico e si usano sostanze chimiche, polimeri ed altro ancora, riassume Mini e nomina alcune sostanze. Sodio, Bario, Allumino servono a qualcosa, servono alle deviazioni delle onde elettromagnetiche, e ricorda i chaff che servono nell’ambito della guerra elettronica.
Per il Generale però sono migliaia le sostanze disseminate sul territorio, per esempio l’uranio impoverito in conseguenza della guerra nei Balcani.
Dopo aver ascoltato certe rassicurazioni superficiali e negazioni sprezzanti da parte di esperti, meteorologi ed ecologisti riguardo a certi fenomeni in cielo i suoi dubbi aumentarono. Dare del matto e dell’imbecille a persone che chiedono risposte, non può non destare sospetti, secondo il Generale, ed è lui che ora chiede: “Se questi esperti hanno prove scientifiche, perché non le hanno date? Quali sono gli interessi che li portano ad usare quel tipo di non-argomenti? Se le risposte non appartengono al piano delle argomentazioni scientifico/razionali, ma al piano psicologico/emotivo c’è qualcosa che non torna, questi sono i metodi della propaganda!”. Se i colleghi militari liquidano i sospetti come stupidaggini, è probabile che essi stessi non siano a conoscenza di cosa stanno coprendo, sospetta Mini.
Che ci sia un muro di omertà non lo nega, ma è convinto che possa essere sgretolato: “Siete troppo fiduciosi nell’omertà” ribadisce sorridendo. Secondo lui in Italia non si è in grado di tenere Segreti di Stato per troppo tempo, “prima o poi qualcuno parla”. Il muro di omertà quindi non deve essere considerato come impenetrabile o invincibile, ma dobbiamo cercare le fessure che possono farlo crollare.
Questa gente che ci comanda è sensibile a due cose, sintetizza Mini, i soldi e la politica, il posto di potere. Bisogna individuare i punti sensibili. L’obiettivo che ci dobbiamo porre è la verifica, l’ammissione da parte delle autorità, dice Mini. Enti ed istituzioni devono essere al servizio del cittadino e bisogna arrivare a loro, far pressione su di loro per ottenere dati ufficiali.
E’ un richiamo alla responsabilità di chi dovrebbe servire e rappresentare i cittadini. Sembra voler essere questa la sua proposta: non basta voler pulizia in cielo, bisogna cominciare più in basso, con le istituzioni. Ciò ha una sua logica, razionalmente infatti non si riesce ad immaginare come rimuovere lo scempio nei cieli senza il risanamento degli enti che lo coprono o lo producono e di coloro che nel progetto fanno la loro parte.
A suo dire dobbiamo sforzarci di accertare fatti e dati, trovare nomi e cognomi ed insistere, fino ad ottenere un documento di una qualche autorità in qualche posto di potere, di dovere e di responsabilità (Sanità, Difesa..) altrimenti i dubbi saranno considerati sempre e solo illazioni. Bisogna ottenere prove dettagliate ed inconfutabili e devono essere ufficiali, ripete Mini.
Bisogna trovare il grimaldello per far cadere il castello.

Mini conclude: “Voi siete sicuri, ed io sono sicuro con voi, che si tratta di materiale che non dovrebbe esserci, non c’è giustificazione per quelle scie nell’atmosfera. Bisogna insistere, chiedere incessantemente accertamenti alle autorità dei vari settori: l’Aeronautica, il Ministero dell’Agricoltura, la Ricerca Scientifica, trovare qualche breccia nelle Università, e bisogna chiedere a chi si esprime di farlo scientificamente e con dati. Anche le negazioni diventano strumento, è una precisa pratica militare, si chiama denial of service, e vuol dire negare non soltanto la verità, la realtà o l’evidenza, ma negare l’informazione stessa. Se tutti negano un’evidenza con metodi più o meno grossolani, non rispondendo ad un mandato, questa negazione è significativa.
Soltanto scoprendo la reale composizione delle irrorazioni possiamo immaginare o scoprire lo scopo reale ed i mandanti.
E se queste cose non ci vanno bene:

“DOBBIAMO OPPORCI”.

 

 

 

 

 

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