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L’Everest è diventato la discarica più alta del mondo

Purtroppo va segnalata l’ennesima, triste impresa umana: sul monte Everest ci sono tonnellate di rifiuti ed escrementi.mount-everest-89590_640

Per i tibetani ed i cinesi è “La Madre dell’Universo”, i nepalesi invece lo chiamano Sagaramatha, “Dio del Cielo”, noi invece, in onore di Sir George Everest, un tempo responsabile dei geografi inglesi al servizio della corona britannica in India, lo chiamiamo semplicemente Everest.

E questa grande Madre, questo Dio dell’Universo, l’Everest, rappresenta nell’immaginario collettivo, da sempre l’idea della Montagna nella sua allegoria più elevata, ma nonostante questo, forse in pochi sanno, che come accade ormai a tutte le latitudini, anche il gioiello più grande dell’Himalaya non è stato risparmiato dall’ignoranza umana.

Tonnellate di rifiuti ed escrementi fanno ora tristemente parte della vetta più alta della Terra. Sono ciò che le spedizioni di arrampicatori lasciano col loro passaggio, e negli anni, tutta questa immondizia è rimasta intatta sotto i ghiacci, deiezioni comprese.

Incredibile a dirsi, ma gli escrementi sono il problema principale della questione, infatti i ghiacci dell’Everest sono in stretto rapporto con i fiumi da cui molte persone prendono acqua, la cui salute è così ora a rischio per via delle escrezioni che finiscono per sciogliersi insieme ai ghiacci durante le stagioni più calde, confluendo poi nei corsi d’acqua.

Per far fronte a questa ennesima riprova di quanto noi esseri umani siamo immaturi e incoscienti, il governo nepalese ha annunciato il pugno di ferro e multe salate fino a 4mila dollari a chi, dopo essersi cimentato nella salita, non scenda con almeno 8 kg di rifiuti, cacca compresa.

Ma la quantità di spazzatura ancora presente è difficilmente stimabile, e di sicuro, oltre alla linea dura delle autorità nepalesi e alle spedizioni di pulizia Eco-Everest che dal 2008 hanno recuperato ben 15.000 kg di oggetti abbandonati etc.. servirebbe anche una bella pulizia delle coscienze di tutti noi esseri umani, che continuiamo a distruggere ed inquinare senza sosta il nostro Pianeta.

Una rivoluzione delle coscienze potrebbe essere una sfida avvincente e difficile, forse più dura della scalata stessa dell’Everest, ma che in fin dei conti sarà quella prova che vedrà affermarsi in noi una profonda nobiltà d’animo, necessaria per costruire un mondo dove non ci siano mai più scempi come questo, ma solo bellezza ed armonia.

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