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L’invasione dei robot, le emozioni perdute e la voglia di stare in compagnia

pepper 2

In Giappone verrà commercializzato un robot  che interagisce con le persone. L’invasione dei robot è iniziata. Per anni abbiamo pensato che i film di fantascienza ci proiettassero un futuro lontano, direi parallelo, per cui irraggiungibile. Invece il momento del contatto è arrivato.

Nei prossimi giorni, nelle case giapponesi, si potrebbe aggirare un ospite inquietante.  SoftBank Mobile e Aldebaran Robotics hanno presentato pepper, la prima macchina al mondo in grado di registrare le emozioni. Il robot è alto 1 metro e 20 centimetri e da domani sarà parte integrante dello staff di due store della SoftBank. Per vedelo all’opera http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/dal-giappone-arriva-pepper-il-robot-che-si-emoziona/168125/166609

Il video è veramente raccapricciante, dopo un primo imbarazzo ho sentito scendere il gelo sulla pelle, per qualche attimo mi è sembrato di rimanere senza fiato e infine ho provato repellenza per una violenza compiuta ai danni dell’intera umanità. Intanto rispetto al titolo fuorviante di Repubblica vorrei precisare che il robot in questione non si emoziona, sfrutta la tecnologia e così elabora i toni e le espressioni della voce e i movimenti delle braccia. In questo modo la macchina “legge “ i messaggi umani e reagisce di conseguenza. Ma non è finita qui perché l’esperienza di quell’ammasso di circuiti elettronici finisce in cloud, e così può essere utilizzata da altri robot per migliorare le prestazioni.

Attualmente i robot Pepper riconoscono 4.500 parole giapponesi e secondo i progettisti possono ballare e scherzare con un interlocutore umano. Se abbiamo bisogno di intrattenerci con un pezzo di latta ambulante  c’è qualcosa che non va. Effettivamente, negli ultimi anni, sono aumentati a dismisura i momenti in cui siamo lontani da noi stessi e dagli altri. Secondo le tradizioni spirituali  la causa dell’infelicità è radicata nella percezione della solitudine. Abbiamo smarrito dei pezzi della storia umana. D’altra parte in ogni ambito sociale è in atto uno spegnimento della vitalità. Ci viene sempre più preclusa la possibilità di scegliere. Comunque la bella notizia è che la forza della vita scorre in ognuno di noi ed è più forte di tutto, qualcuno l’ha chiamata la forza forte. Cerchiamo di esprimere la nostra umanità nei modi a noi più congeniali. Le emozioni sono il nostro passaporto per la felicità. Non regaliamo agli algoritmi dei dispositivi elettronici la nostra possibilità di comunicazione. Mandiamo le macchine ambulanti dallo sfasciacarrozze e troviamo il tempo di stare in compagnia.

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