Alimentazione & Stile di vita

Lo spreco alimentare in Italia costa 13 miliardi di euro

vegetables-752153_640Secondo il rapporto Waste Watcher del 2015 lo spreco alimentare in Italia è pari a 13 miliardi di euro all’anno.

Ogni settimana, una famiglia media italiana butta nella spazzatura circa 6,7 euro di cibo; secondo i dati raccolti nel rapporto quantitativo Waste Watcher del 2015, i cosiddetti diari di famiglia, questo è lo stato di fatto rispetto allo spreco alimentare in Italia.

Un dato che anche secondo l’Università di Bologna-Distal supera almeno del 50% lo spreco percepito e dichiarato nei sondaggi. In pratica, ogni anno in Italia lo spreco di cibo domestico è pari a 13 miliardi di euro.

Chissà cosa potremmo fare con 13 miliardi di euro in un solo anno, di certo molte cose, magari proprio per chi non è nelle condizioni di mangiare un pasto decente almeno tre volte al giorno.

Niente insetti, o altre cose più adatte ad un pitone o un varano, manicaretti che a quanto pare ad alcuni benefattori del genere umano non dispiacerebbe affatto propinarci insieme ad un milione di buoni, si fa per dire, nobili motivazioni, sto parlando di buon cibo, naturale quindi sano e nutriente.

Naturalmente si potrebbe anche ritenere che una opinione del genere sia troppo semplice, quindi di poco valore, di certo non come 13 miliardi di euro, che sono davvero un sacco di soldi, ma d’altronde spesso è così che fabbrichiamo le catene che ci legano, allontanandoci dalla semplicità.

Se fossimo nelle condizioni di percepirci come individui in contatto l’uno con l’altro, non teoricamente, ma in modo concreto, se davvero facessimo uno sforzo per comprendere che ogni nostro gesto, ogni mancanza di consapevolezza nelle scelte che facciamo, nonché ogni nostra spinta egoistica si riflettono nella società di cui facciamo parte, caratterizzandola per ciò che è, non avremmo più scelta e cambieremmo questo stato di cose inaccettabile.

Cambiare significa vivere ogni istante consapevolmente, questo è l’unico mezzo che abbiamo per rendere il mondo un posto migliore, dove tutti possano avere diritto ad una vita felice, in cui l’abbondanza sia una realtà per ognuno.

Può sembrare utopico, ma solo se non facciamo un piccolo passo lasciandoci alle spalle la paura di stare senza i nostri innumerevoli condizionamenti che ci fanno sentire tanto al sicuro dentro le quattro mura di cartone che sono i nostri automatismi e le nostre opinioni egoistiche.

Ciò che è necessario quindi, è provocare uno stato di rivolta interiore permanente, così da lasciare che sbocci in noi quella consapevolezza da cui nascerà un nuovo modo di vivere, per affermare un mondo dove non ci sia più spreco, ma buon cibo, salute e abbondanza per tutti.

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