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Manifestazione popolare sotto la sede di A.I.P.O. a Modena

manifestazione no tav-guernica-arginia-mo-sisma.12 e comitati modenaDoveva essere una data importante quella di oggi per i cittadini della Bassa, un’occasione per rivendicare i diritti sui danni dell’alluvione e dare un segnale forte ai dirigenti di A.I.P.O. l’ente che ha come obiettivo principale la sicurezza idraulica del territorio del bacino del Po, purtroppo nonostante la giusta causa che animava la protesta, la partecipazione è stata incredibilmente bassa.

Come si può leggere dal volantino, la manifestazione promossa dal collettivo dal Basso alla Bassa si proponeva cinque obiettivi:

Individuare in maniera certa e indipendente le responsabilità che hanno portato alla rottura dell’argine del secchia.

Avere indennizzi garantiti e rapidi per gli alluvionati e per una sensibile diminuzione della burocrazia che impedisce la ricostruzione post-sisma dei privati.

Porsi contro le grandi opere inutili che devastano il territorio e impoveriscono le casse statali, affinché le priorità siano la manutenzione di scuole e beni pubblici e, più in generale, la ricostruzione del nostro territorio.

Per un inversione radicale delle politiche locali e regionali, affinché esse abbiano come priorità la salute dei cittadini e del territorio, invece di destinare denaro pubblico alle solite lobby.

Perché i cittadini non siano solamente persone da spolpare, ma una risorsa da far partecipare attivamente alle decisioni inerenti la gestione del territorio.

Il programma della giornata prevedeva un presidio sotto alla sede di A.I.P.O. e una manifestazione per le vie del centro, ma visto l’esiguo numero dei presenti all’appuntamento, gli organizzatori hanno preferito dare spazio agli interventi dei partecipanti in uno scambio libero di opinioni.
Presenti i rappresentanti dei comitati: Arginia-Mo, Sisma.12, Modena Est, il collettivo SAO GUERNICA e i no TAV Modena, in tutto una settantina di persone.

Una giornata che nonostante tutto, pone la prima pietra di quello che speriamo sia l’inizio di un nuovo corso, segnato dalla partecipazione attiva e concreta dei cittadini alla battaglia per lo sviluppo di una mentalità diversa.

Viviamo in paese strano, dove sembra che non cambi mai niente, ma non dimentichiamoci che il cambiamento non va solo chiesto, si deve esigere, e parte in primo luogo da noi.

Dobbiamo tornare nelle piazze a far sentire la nostra voce e decidere da che parte stare, una scelta questa che traccia una strada già presente nel nostro cuore e che ci condurrà verso un mondo migliore, basato sul rispetto per la vita e per l’ambiente.

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