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Mare Nostrum e 100 bambini di Capo Passero

img1024-700_dettaglio2_barcone-immigratiLa Marina Militare italiana ha tratto in salvo 500 migranti che navigavano su due barconi, a bordo oltre 100 bambini.

Erano stati individuati lunedì da un elicottero della fregata Grecale le due carrette del mare che si dirigevano verso le coste italiane; due barconi di legno carichi di persone, uno al traino dell’altro.

Save the Children ha reso noto che i migranti sarebbero per la maggior parte siriani, 133 minori e 64 donne, i bimbi, accompagnati dalle famiglie, erano tutti sullo stesso barcone; le operazioni di salvataggio si sono protratte per tutta la notte, i migranti sono stati trasferiti su due navi della Marina Militare italiana con anche la collaborazione di due navi mercantili.

Viste le condizioni proibitive del mare e lo stato dei due natanti, il viaggio della speranza poteva trasformarsi nell’ennesima tragedia del mare, fortunatamente, stavolta non è stato così, ma per quanto tempo potremo far finta di niente cercando di scaricare la responsabilità del fenomeno su un Europa che a sentir molti politici non aiuta l’Italia.

La questione viene immancabilmente affrontata dal punto di vista tecnico-organizzativo sul pattugliamento delle acque, o gestionale rispetto alla permanenza dei migranti e quando si riesce a catturare lo scafista di turno, sembra quasi che la coscienza si sia mondata perché abbiamo contribuiti a fare la nostra parte.

Di loro, le persone a bordo, ben poco si sa, hanno diritto solo a quei 5 minuti di pietà fra la scaletta delle notizie di cronaca. Quei volti di uomini e donne che hanno affrontato un lungo viaggio per scappare dalla povertà imposta dalla società occidentale del benessere, o per fuggire da guerre terribili, li ritroveremo nella parte dedicata ai programmi elettorali sulla sicurezza, in qualche iniziativa in cui giochiamo a fare le persone aperte mangiando una volta a settimana sushi e cous cous o all’interno della solita inchiesta che ci svela come vengono raccolti i pomodori che consumiamo scegliendo attentamente il packaging per distinguerci dalla massa dei consumatori.

Così mentre i Governi si scaricano vicendevolmente la responsabilità della questione, i trafficanti di uomini, spietati come i negrieri del passato continuano a smerciare esseri umani, non importa se si tratta di bambini, il biglietto è di sola andata e costa caro, si calcola in base all’etnia della persona.

Durante il tragitto fra il paese di origine e la Libia si deve attraversare il deserto del Sahara, le donne senza marito vengono ripetutamente stuprate e molti non ce la fanno; poi se si riesce a non farsi imprigionare in Libia, che non è come stare ai lavori socialmente utili in Italia, si arriva ai punti di imbarco e inizia la traversata, il tutto sotto gli occhi vigili dei trafficanti che fanno affari d’oro con uno dei nostri prodotti tipici esportati in tutto il mondo: la mafia.

Il traffico di esseri umani è un giro d’affari da 350 milioni di dollari all’anno, denaro sporco del sangue delle persone vittime di questa vergogna del nostro secolo, e come ci dice la TV, visto che il buisness non dorme mai, un quarto di mondo, che siamo noi, sta continuando a rubare otto decimi dei beni del resto del mondo, ed ecco svelato l’arcano ai sempliciotti dal grilletto facile che sognano una doppietta e un Ranch in val Padana, la politica dei nostri paesi occidentali è la causa principale di questi flussi migratori oltre ad essere responsabile della morte e della sofferenza delle migliaia di persone in viaggio verso l’Europa.

Sui libri di storia ci hanno insegnato che l’Italia l’hanno fatta mille garibaldini, chissà se un giorno quei 100 bambini di Capo Passero, arrivati su un barcone di legno fatiscente, insieme ai nostri figli rifaranno tutto d’accapo, insegnandoci a rispettare la vita attraverso la pratica dell’amore e dell’innocuità; sarebbe una bella pagina di storia.

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