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Matteo Renzi contestato a Modena risponde con canto e speranza

DSC_9815L’atmosfera è delle migliori, un bel sole, tante bandiere colorate e la musica a palla che da una pennellata di rinnovamento anche all’antica Piazza dei modenesi.

Finalmente, dopo una desiderata attesa, il nuovo che avanza è arrivato, come un fiume in piena è salito sul palco delle grandi occasioni per dare una scossa anche a noi di Modena, gente dura, concreta, cuore dell’Emilia colpito prima dal terremoto, poi dall’alluvione, ma ancora in piedi, nonostante tutto ancora in piedi.

Che caratteraccio che abbiamo noi modenesi, appena Renzi ha iniziato il suo intervento all’ombra della Ghirlandina, dalla piazza si sono alzati fischi, cartelli e striscioni, così siamo riusciti anche stavolta a rovinare l’atmosfera che doveva essere perfetta come un pezzo dei Muse, e ricca di contenuti interessanti come ogni discorso del Presidente del Consiglio.

Ma nonostante tutto, lo show è andato avanti, il Comitato Sisma.12, il Comitato ArginiaMo, gli attivisti del Guernica, gli studenti del Sigonio e del Venturi non sono riusciti a impedire a Matteo di dire la sua.

Con gli attivisti del Comitato Sisma.12, che lamentavano il fatto che Renzi ha preferito incontrare i sindaci della Bassa a porte chiuse invece che le persone colpite dal terremoto, e chiedevano una maggiore velocità nel dare i contributi ai terremotati affinché possa essere avviata la ricostruzione delle aziende e le persone possano rientrare nelle loro case, ci ha pensato un attivista del PD a metterli al loro posto, tentando di coprire il loro striscione e ricordando più volte a noi giornalisti che la notizia non erano loro, ma il furor di popolo per Matteo Renzi; grazie per l’attenzione, è importante che qualcuno ci ricordi quello che dobbiamo fare, a volte abbiamo il brutto vizio di non accontentare tutti.

Poi gli attivisti del Guernica, noti per la loro sanguinità, che volevano portare l’attenzione verso altri problemi, come il fatto che le manovre del governo non sono il nuovo cha avanza, anzi, aumenteranno la precarietà e la disoccupazione togliendo futuro ai giovani, e per una politica più attenta al tema della casa, tutto questo mentre la Rock Star fiorentina si stava esibendo nei suoi arpeggi elettorali, inaccettabile, meno male che diversi elettori del PD hanno coperto con le loro bandiere i contestatori, ricordandogli che non volevano sentire la loro voce, ma quella del Premier.

E che dire degli studenti del Sigonio e del Venturi, che protestavano al grido di buffone, buffone, a sentir loro contro le misure di chi non si prende cura delle scuole, e contro le precedenti giunte comunali che non hanno fatto niente per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, anche stavolta, i fan di Matteo non si sono fatti democraticamente attendere: “andate a lavorare! “ gli ha risposto qualcuno, e ancora:” tira fuori l’iphone che ti ha comprato il papi!”.

Così si fa, altro che protestare, andate a lavorare! Quante volte ho sentito pronunciare questo antico aforisma nei migliori bar della provincia, a lavorare! Altro che.

La situazione stava davvero per degenerare, questi gruppi di attivisti, scesi in piazza per: una maggiore velocità nel dare i contributi ai terremotati affinché possa essere avviata la ricostruzione delle aziende e le persone possano rientrare nelle loro case, contro la precarietà, la disoccupazione, per un futuro ai giovani, casa, reddito e dignità, e per portare l’attenzione sugli edifici scolastici fatiscenti stavano davvero per rovinare una bella festa.

Nella piazza c’è anche chi all’indignazione accompagna analisi pregiate di questo inammissibile comportamento, una signora accorsa per vedere Matteo Renzi analizza così la situazione:” no qui, no tav, no la, e poi non fanno un cacchio dalla mattina alla sera e non si sa chi li mantiene, quei ragazzi li è meglio che vadano a lavorare”.

Nonostante i numerosi tentativi di coprire la protesta con le bandiere del PD, sembrava proprio una situazione disperata quella di Modena, ma finalmente, ai Comitati cittadini giunti nella pubblica Piazza per far sentire la loro voce, ci ha pensato il nostro Premier dal palco a dare una risposta.

Con grande classe e uno stile degno della migliore tradizione democratica, colui che incarna il nuovo ha pronunciato:” E se volete dare voce ai fischi svolgeremo anche questa funzione sociale, di accogliere il vostro fischio trasformandolo in canto e speranza”.

Grazie! Canto e speranza, e pensare che il nostro Presidente del Consiglio ce l’ha tanto con chi crede alle sirene, almeno chi era li, non ha dovuto farsi legare all’albero maestro per ascoltare questa soave melodia, grazie! Davvero grazie, ora sappiamo che il canto e la speranza sono quelle risposte che noi tutti poveracci, belli e brutti, nuovi o datati stavamo aspettando, e da buon italiano posso solo dire, io speriamo che me la cavo.

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