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Mediaworld: rissa per un televisore… ma unirsi per la vita no?

Cattura

Fermo immagine tratto da un video de l’Adige.it che testimonia l’apertura delle porte del centro commerciale di Trento

Non è vero che gli italiani si stanno impigrendo divenendo incapaci di lottare per i propri diritti, ormai vinti da una sorta di assopimento che impedisce loro di radunarsi fisicamente muovendo le “gambine” in favore di un raduno mediatico sui social, tutti intenti a consumarsi i polpastrelli delle dita per un like o un condividi, non e vero…

A volte basta poco, come una scintilla in grado di far ardere i cuori, come una promozione last minute di Mediaworld che prometteva, dopo aver acquistato un televisore da 50 pollici a 640 euro, un buono spesa della stessa cifra da spendere nello stesso negozio, con il risultato che si sono create delle risse fra i potenziali acquirenti, simili ad invasati in lotta tra di loro per la vita e la morte, perché solo i primi 10 clienti potevano accaparrarsi questa “sontuosa” offerta.

Infatti, nei centri commerciali di Grugliasco (TO), Trento e Salerno, è successo il finimondo, in particolare a Grugliasco, dove sono dovute intervenire le forze dell’ordine per sedare una rissa che metteva a rischio l’incolumità dei dipendenti del centro commerciale.

Ormai ci trattano come galline e polli in una stia, ci tengono rinchiusi in gabbie senza sbarre, senza più riconoscere il senso della libertà, al punto tale che in gabbia ci andiamo da soli senza che nessuno si prenda la briga di sospingerci più di tanto verso di essa. Ormai hanno compreso che in gabbia ci andiamo con le nostre “gambine” poi, ogni tanto, mettono del “mangime” che non basta per tutti davanti alla gabbia, invitandoci ad azzuffarci per accaparrarselo per farci sentire vivi.

Vi sono battaglie ben più importanti che non siano l’accaparrarsi un televisore da 50 pollici, c’è una battaglia per la vita da combattere, una battaglia che ci aiuti a rimanere umani. Tanto è solo un episodio in un centro commerciale, dirà qualcuno… forse non è neanche il caso di dare troppo risalto a questo accadimento, sono cose normali dirà qualcun altro… forse.

Non sono cose normali secondo me, non è normale tanta veemenza per conseguire cose inutili, perché è questo che si sta implementando nella società, consumare energia per conseguire cose di cui si può fare tranquillamente a meno, presi come da un vortice di forme pensiero che ci sollevano fino a farci perdere il contatto con la realtà umana.

Quando invece c’è da lottare per i propri diritti che vengono erosi quotidianamente c’è sempre altro da fare, diritti che sono ormai ridotti come un torsolo di mela, niente da fare, ci sono cose più importanti, non si può perdere tempo in queste quisquilie meglio preservare il proprio orticello, perché è questo che vogliono inculcarci.

La politica è stata ormai sventrata, preda di personaggi che di umano hanno ormai ben poco, una politica dove il cittadino è ormai stato escluso, una politica dove si può ancora votare, ma quanta tenerezza in quel certificato elettorale ormai svuotato delle sue prerogative, incapace di incidere in un contesto dove è ormai tutto deciso a monte.

Quanta fatica poi far alzare gli occhi al cielo per riscontrare il fenomeno delle scie chimiche. Non occorrono particolari strumentazioni, basterebbero i cinque sensi se non fossero addormentati e ormai incapaci di adempiere alle funzioni per cui sono venuti in essere. Poi ci sarebbe altro, non esiste nulla su questo pianeta che non sia violentato da forze aliene a questa umanità, dove la corruzione dilaga, dove si avvalla ogni scempio possibile, con un essere umano che svende la propria umanità per un piatto di lenticchie, le briciole che cadono dal piatto delle multinazionali che tirano i fili di questo circo di burattini.

Riprendiamoci il Pianeta in modo completamente innocuo ma riprendiamocelo, non possiamo lasciarlo in mano a queste cavallette voraci, non possiamo vedere erosa la nostra dignità. Bisogna coltivare la nostra umanità, l’unione dei cuori, condividendo azioni che vadano nella direzione del bene comune.

Bisogna svegliarsi, non possiamo consentire che la nostra vera natura venga recisa a favore di una condizione animale sempre più incentivata da coloro che vogliono irretire il genere umano, sempre più istintivo e inibito nelle proprie emozioni.

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