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NON SI NASCE – SI MUORE- SI PAGANO I CONTI.

Se fossimo ancora una nazione saremmo in grado di portare l’attenzione sui dati dell’Istat relativi alle nascite e alle morti in Italia oggi; se ci sentissimo ancora un “popolo” ci fermeremmo un attimo a riflettere su questi dati e cercheremmo delle valide ragioni per comprenderli e giustificarli, ma ormai, travolti, storditi ed oberati da tutto quello che ci piomba addosso non siamo più in grado di recepire nulla, le notizie arrivano e se ne vanno e si lascia che persistano solo quelle più inutili, che servono alla distrazione di massa..

Il 20 febbraio l’Istat ha diffuso un dato tragico: nel 2015 sono nati, in Italia, soltanto 488.000 bambini, il dato più basso dall’unità d’Italia, quando la popolazione era meno della metà dell’attuale, 15.000 in meno dell’anno precedente, che deteneva il precedente primato negativo. Il dato di natalità è sceso sotto il 10 per mille, attestandosi intorno all’8 per mille. Se poi pensiamo che in quell’esiguo numero di nati, una buona maggioranza sono figli di stranieri, possiamo sicuramente osservare che da “Italiani un popolo di santi, poeti, navigatori, artisti, colonizzatori e trasmigratori” siamo diventati semplicemente un popolo disinteressato del proprio destino,  avviato verso l’ estinzione.

L’Istat ci dice che, non solo non si nasce, ma oltretutto si muore fuori di misura: il totale dei morti in Italia nei primi otto mesi del 2015 ( ultimo aggiornamento disponibile) è aumentato di 45000 unità rispetto agli stessi primi otto mesi dell’anno precedente.

“La repubblica” di fine dicembre 2015 titola “  Il mistero del 2015 quei 45mila scomparsi come in una guerra.”

Il numero è impressionante. Ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918“, scrive sul sito di demografia Neodemos il professor Gian Carlo Blangiardo. “Certo, si tratta di dati provvisori, ma negli anni scorsi l’Istat ha sempre confermato alla fine dell’anno i numeri pubblicati mensilmente…”, chiarisce il docente.

In un’epoca come quella attuale, in condizioni di pace e con uno stato di benessere che, nonostante tutto, è da ritenersi ancora ampio e generalizzato, come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni?  68-mila-morti-in-piu-nel-2015? E’ solo la naturale conseguenza del progressivo marcato invecchiamento della popolazione italiana o è (anche) un segnale di allarme? Il sistema socio-sanitario, che finora ha permesso un continuo allungamento della vita anche alle età anziane, inizia forse a subire gli effetti di una congiuntura economica meno favorevole? “

Questi gli interrogativi del sito menzionato.

Le nostre intuizioni, che come tali non sono considerate degne di nota, secondo la normale prassi cognitiva, ci portano a considerare molti altri fattori che incidono su questi numeri e incideranno sempre di più. Noi pensiamo che la chimica utilizzata abbondantemente in agricoltura e diffusa sconsideratamente nell’aria, abbia raggiunto il suo scopo, quello per il quale è stata introdotta così diffusamente nell’ambiente dal dopo guerra fino ad oggi, giorni in cui l’irrorazione chimica viene costantemente intensificata. Le nostre intuizioni purtroppo sono supportate dalla ricerca, ragione per cui sono “conoscenza reale”

Sì! “Siamo in grado tranquillamente (da sottolineare tranquillamente, ndr.) di ammettere che le irrorazioni clandestine, ad opera del governo, come test di agenti chimici e batteriologici, condotti con aerei, navi, da terra, sono esistite”…La candida ammissione fa riferimento a operazioni segrete effettuate negli anni cinquanta. Su ampie zone degli Stati Uniti d’America furono dispersi composti di solfuro di Zinco Cadmio (ZnCdS), un cosiddetto ‘test’ eseguito senza informare le popolazioni coinvolte.

Si legge su “no geoingegneria” una delle tante ricerche che confermano le nostre ipotesi.

Operation L.A.C.

“Operation L.A.C.” (Large Area Coverage), fu un esperimento dell’esercito statunitense che fu attuato con la dispersione di particolato a base di solfuro di cadmio zinco (ZnCdS) su gran parte degli Stati Uniti. Lo scopo era quello di determinare la gamma di dispersione geografica di agenti biologici o chimici.”

Precedenti prove

“Esistono le prove che furono compiuti esperimenti analoghi all’”Operation L.A.C.” L’esercito ha ammesso di aver diffuso agenti chimici in alcune aree del Minnesota dal 1953 fino alla metà degli anni ’60 del XX secolo”

Test specifici

“Il 2 dicembre 1957 la nebbia chimica si propagò fino in Canada. Gli inquinanti furono anche rilevati a 1.200 miglia di distanza, in una stazione nello stato di New York.[…] Un’altra massa d’aria canadese portò la nube tossica nel Golfo del Messico. Due altri test, uno lungo un percorso da Toledo, in Ohio, ad Abilene, in Texas, ed un altro da Detroit, a Springfield, Illinois, fino a Goodland, Kansas, mostrarono che gli agenti dispersi attraverso il metodo aereo potrebbero ottenere una copertura capillare, dal momento che le particelle furono rilevate da entrambi i lati della traiettoria di volo.”

Vengono progressivamente in luce le attività distruttive più datate, avendo ancora la faccia tosta di negare quelle evidenti che riguardano oggi tutto il mondo. Dispersioni aeree di agenti inquinanti, test nucleari in alta atmosfera, come nelle profondità marine, produzione di armi che più tossiche e devastanti non si possono immaginare; dopo sessant’anni di attività altamente distruttive le potenzialità dell’essere umano si riducono sempre di più: sembra compromessa la fertilità, si stanno manifestando problematiche psichiche e cerebrali, si muore come se fossimo in guerra. Il problema è che, facciamo finta di niente e non lo vogliamo sapere, ma in guerra ci siamo. Noi e il Pianeta siamo arrivati alla fine dei giochi, adesso si paga il conto con la malattia e la vita.

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