Politica

Ogm, l’Europa non decide e così favorisce le multinazionali Biotech  

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L’Europa non prende una posizione sugli Ogm, prima traccheggia e poi, indossando i panni di Ponzio Pilato, se ne lava le mani e scarica la palla agli Stati membri. Quattro anni di dibattiti non sono bastati per arrivare ad un verdetto chiaro e semplice a favore della salute e della vita. Apparentemente i ministri dell’ambiente dell’UE rimandano ad ogni paese membro la decisione finale sulle coltivazioni transgeniche, in realtà la questione è più complessa.

Intanto l’intesa trovata ridimensiona fortemente la proposta della Presidenza  greca e rende più difficile impedire le coltivazioni Ogm anche nei singoli stati. Infatti il giudizio sui danni all’ambiente e alla salute rimarrà nelle mani dell’Efsa e lo Stato si potrà pronunciare solo su una singola coltivazione per volta. Inoltre i Paesi economicamente più deboli, rischiano di essere messi sotto scacco dalle potenti multinazionali biotech. Alla fine dei conti si rileva che, ancora una volta, questa “Europa” non vuole fare vera politica, in quanto gradisce accontentare i diktat di certe lobbyes che finiscono per essere i veri arbitri del nostro destino.

Tutti i sondaggi condotti dall’UE hanno rivelato che la quasi la totalità dei cittadini europei è contraria agli Ogm. Gli unici Paesi europei che coltivano gli Ogm sono la Spagna,il  Portogallo, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Romania. Nel 2013 la superficie dedicata alle colture transgeniche è risultata di appena 148mila ettari di mais transgenico MON810, con la Spagna a recitare il ruolo dell’indiscussa protagonista con i suoi 136.962 ettari.

Visto il volere dei cittadini, poteva essere sensato patteggiare, soprattutto con la Spagna, una graduale decrescita del terreno dedicato alle piantagioni Ogm fino a stabilire una data in cui far scattare il divieto assoluto. Questo sarebbe stato un accordo politico in nome del bene comune, invece gli interessi delle multinazionali come Monsanto, Sygenta, Bayern e altre malefiche sorelle fanno prevalere il bisogno di pochi  sulla necessità di molti.

Inoltre l’accordo capestro firmato a Bruxelles conferma come fondati quei timori che accompagnano la definizione degli accordi per l’imminente Trattato Transatlantico (TTIP) del commercio. Secondo alcuni beninformati il TTIP porterebbe ad istituire un organismo di giudizio sovranazionale. Questo organo avrebbe lo scopo di favorire  lo sviluppo commerciale delle aziende,liberandole dai limiti imposti dallo Stato, stracciando, di fatto, la legislazione emanata dai singoli stati. Così la Costituzione verrebbe ulteriormente  esautorata.

Politici dei miei stivali, a che gioco giochiamo? Prima rimandate le decisioni agli Stati e poi lavorate sottotraccia  per svuotarli di potere. Intanto, il nostro ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, straparla, e considera la non decisione dell’UE un ottimo atto politico. Magari si sta pregustando la processione dei re magi delle multinazionali per portare i doni al bambino  Matteino Renzi , quando durante la prossima presidenza UE l’Italia dovrà chiudere il dossier in questione.

 

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