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Olio a 3 euro, non compratelo!

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Un grido di allarme arriva dai Carabinieri del Nas. Ai microfoni di Presa diretta, il Colonnello Diomeda mette in guardia gli italiani sull’acquisto dell’olio. Non è tecnicamente possibile commercializzare un olio extravergine di oliva a 3 euro al litro. Il comparto agroalimentare vede crescere vertiginosamente il numero delle sofisticazioni. La truffa dell’olio di oliva è salita all’onore della cronaca per il processo all’ azienda senese della Valpesana. Chi si è occupato delle indagini ha riscontrato che il raggiro ha fruttato all’azienda diversi soldi.

L’olio extravergine italiano è un prodotto di eccellenza nel mondo e il principe della dieta mediterranea. Un elisir di lunga vita, il succo più antico, che apporta salute e benessere. Il colore, il profumo e il sapore sono sempre stati garanzia di una raccolta e di una spremitura a misura d’uomo. Adesso non più. In commercio viene venduto, come extravergine, una miscela di olio lampante mischiato con olio di oliva. Questo intruglio viene lavorato chimicamente per avvicinarsi alle caratteristiche esteriori dell’extravergine classico .  Secondo la legge, l’olio lampante, usato in passato per accendere le lampade, non è  un prodotto alimentare. Viene prodotto in grandi raffinerie che provvedono a deodorare e a rendere insapori gli scarti dell’olio di oliva. L’olio deodorato che arriva in Italia proviene in gran parte dalla Spagna, che oltre ad essere il più grande produttore di olio di oliva è il più grande raffinatore di olio lampante. Siamo veramente furbi. Produciamo il miglior olio del mondo e ci riduciamo ad importare gli scarti degli altri.

In Toscana la metà della produzione di olio extravergine rifornisce il mercato locale. Eppure negli scaffali dei supermercati di tutto il mondo si trova l’olio extravergine toscano. Un colpo di magia? E’ stato trovato il modo di trasformare l’acqua in olio? Il mistero è presto spiegato. Nel porto di Livorno sono stati rintracciati grossi quantitativi di olio lampante provenienti dalla Spagna e diretti verso oleifici della regione. Cosa ci fate con quell’olio bricconcelli?

Il danno arrecato dalla sofisticazione alimentare è enorme e coinvolge ogni sfera dell’essere umano. L’olio fatto in laboratorio mette in pericolo la salute e l’ambiente. L’olio di infima qualità comprime il prezzo dell’olio extravergine di oliva. Così diviene sempre meno conveniente coltivare l’olivo. Nelle colline toscane comincia a mancare quella pianta, coltivata da millenni, simbolo di pace e tanto cara agli Dei. Se non vi poniamo rimedio, è un segnale di una sciagura futura. Non occorre essere una sibilla per rendersene conto. Non svendiamo la nostra terra per pochi euro. Personalmente vorrei continuare a pizzicare il palato con dell’olio appena franto. Ridiamo dignità ai prodotti agricoli e al lavoro dell’uomo.

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