Alimentazione & Stile di vita

Il pallone italiano si è sgonfiato ai mondiali di calcio 2014

Costa Rica

Costa Rica

L’italico pallone è andato in scena per la seconda volta in questi mondiali di calcio 2014 steccando clamorosamente, e facendo una figura barbina di fronte al Costa Rica. Sono stati 20 milioni di italiani che si sono messi davanti al televisore, e il mondo pareva essersi fermato.

I mondiali di calcio calamitano una attenzione spropositata, e anche coloro che abitualmente non seguono questo “sport”, vengono assorbiti da questa forma pensiero, anch’essi orientati verso uno schermo, attraverso il quale vivere compulsivamente ogni pedata.

Premetto che non mi sento né meglio né peggio di chi guarda avvenimenti di questo tipo, ognuno sceglie di utilizzare il proprio tempo come meglio crede. In ogni caso è stato bello ieri passeggiare per Roma e godere di questa bellissima città come raramente avevo fatto prima.

Tutto era più lieve, visto che le coscienze erano focalizzate su di una porta di metri 7,32 x 2,44 dove avrebbe dovuto entrare il pallone che avrebbe sancito l’italica vittoria. Nel passeggiare si vedevano televisori in strada davanti ai bar, e capannelli di persone di tutte le età. Qualcuno dirà che è un bel modo di stare insieme, di condividere un momento di svago, ma ho seri dubbi che sia veramente così.

Non è questo, a mio vedere, il modo di stare insieme, vivendo passivamente un evento nel quale spegnere il cervello, auspicando la vittoria di questa o quella squadra, dimenticandosi di parteggiare per se stessi. Si sta in gruppo come in un branco, nel quale si fanno le stesse cose venendone anche rassicurati.

Secondo me agiscono forze aliene a questa umanità, le quali sono in grado di imbrigliare le coscienze convertendole verso un obiettivo comune. In tutti gli altri campi della vita non avviene, o comunque in misura sicuramente minore. Grande deve essere questa energia in grado di calamitare così tanta attenzione.

La sensazione è che chi governa tutto questo, si serva di battitori come durante la caccia alla selvaggina, cercando di portare la preda in un punto nel quale la si possa catturare assieme ai propri simili. Altri campi della vita dovrebbero prendere ad esempio questa esperienza, visto che nel mondo pallonaro tutti divengono uguali svestendosi della maglia che abitualmente adoperano, uniformando i loro cuori sotto un’unica bandiera con il medesimo intento… scherzo naturalmente.

Siamo tra due fuochi, da una parte l’agone politico e sociale dove ognuno coglie costantemente la pagliuzza nell’altro senza percepire la trave che gli impedisce di vedere. Dividi e impera questo è il motto, nell’alimentare la frustrazione in ognuno così da inibire ogni velleità rivoluzionaria, la quale deve essere delle coscienze e assolutamente pacifica.

Dalla parte opposta, quando tutto questo raggiunge un apice bisogna trovare qualcosa per scaricarsi, e quale occasione migliore dei mondiali di calcio 2014 per spegnere il cervello, cercando di essere per 90 minuti un avatar di sé stesso nel quale alleviare la morsa della tensione?

Beh dai anche questa è andata, e il prossimo rito di gruppo sarà nel coalizzarsi contro l’Uruguay, saranno gli scorbutici sudamericani a intraversarsi sul nostro cammino. Basta un pareggio per passare il turno mi hanno detto, peccato che il prossimo 24 giugno non sarò a Roma, perché avrei ancora due o tre cosette da vedere in santa pace… ma non si può avere tutto dalla vita.

Ps Secondo il World Happiness Report dell’Onu nel 2013 i costaricani sono risultati al 12° posto nella classifica della felicità su 156 nazioni. L’Italia è risultata al 45° posto scendendo di diciassette posizioni rispetto al 2012 e, perdonatemi l’ironia, secondo me dopo questa partita la situazione è peggiorata.

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