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Pare proprio che siamo destinati al jobs act: che dite, ci like? Facciamo un Hashtag?

Povera Italia, andrà a finire che baratteremo in modo pressoché definitivo la nostra dignità con una camicina bianca e qualche paroletta d’oltre Manica.
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Questa naturalmente è la semplice opinione di un semplice libero e onestamente apolitico cittadino, nel senso che ritengo che in questo momento nessun partito o schieramento politico italiano possa produrre un reale cambiamento in favore del bene comune per il nostro popolo.

Ma al di la di questa mia semplice opinione, che potrebbe anche essere opportunità per facili giudizi, vorrei davvero che noi italiani facessimo fiorire di abbondanza e ricchezza il nostro meraviglio Paese, tuttavia non credo che le condizioni attuali possano essere terreno fertile per una vera rinascita d’Italia.

Sono, da semplice cittadino, molto perplesso per quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi, e anche se è forte l’azione di chi vorrebbe rassicurare me e tutti noi, come faccio a non preoccuparmi quando apro i giornali e trovo un po dappertutto il notizione su Maurizio Landini, che a Napoli avrebbe detto alla testa del corteo dei metalmeccanici in sciopero: ”Renzi riconosca che non ha il consenso delle persone oneste, dei lavoratori e di chi cerca lavoro”, e poi da li un polverone incredibile, con Squinzi che precisa :”Io personalmente mi ritengo molto onesto” e Landini che smentisce ma chiarisce il suo pensiero dicendo che secondo lui il nostro Matteo, non ha il consenso della maggioranza della gente che lavora, o che sta cercando lavoro, ovvero la parte onesta che nel nostro Paese paga le tasse.

Naturalmente, Mattew a maggior ragione non si ferma, tirerà diritto e rassodando il nostro ventre molle, spezzerà questo sistema che ci penalizza tanto, a noi giovani in primis..così mentre Landini coraggiosamente non demorde, Mr Renzi davanti alla platea di Confindustria va avanti e spiega cosa vuole fare con l’articolo 18: “ L’idea è quella di provocarvi, liberiamo il sistema tradizionale italiano, l’art 18 simbolo di una tradizione italiana ora non è più un ostacolo e possiamo ridurre le imposte”.

L’art. 18 capite?! Mio nonno poveretto si starà ribaltando dal ridere, lui che come tanti ha fatto la Resistenza in montagna e gli scioperi per i diritti dei lavoratori nel dopo guerra, che non erano proprio come quelli di adesso, lo si capisce bene studiando un po di storia, ad esempio il 9 gennaio 1950, Gianni Rodari, inviato per l’Unità a Modena, iniziava così a descrivere i fatti avvenuti davanti alle Fonderie Riunite di Modena:” Le forze di polizia hanno ucciso stamane a Modena sei lavoratori, nel corso di selvagge cariche e durante una sparatoria, che per tre ore, fra le 10 e le 13, ha trasformato in un campo di battaglia le strade e le zone attorno alle Fonderie Riunite, durante lo svolgimento di una manifestazione di protesta contro l’industriale Orsi.”

Capite il clima?! Capite quanto sangue hanno versato i nostri padri perché noi potessimo vivere in un Mondo più civile, più umano, altro che Leopolda in bicicletta con lo smartphone fra i denti, altro che like Hashtag e jobs act, si facciano delle leggi che producano per davvero ricchezza per tutti, si cancellino le 46 forme di lavoro precario attualmente in uso in Italia, nonché tutte quelle meravigliose forme di lavoro come le false partite iva, etc..in modo da semplificare e chiarire, si facciano leggi che tutelino tutti i lavoratori e si affronti il problema di chi ha una piccola impresa e non riesce ad incassare, incentivando i pagamenti a rimessa diretta, non a 30, 60, 90 giorni, che sembrano le misure di una velina e poi alla fine nessuno ti paga, si spazzi via la corruzione, la mafia in ogni sua forma e ancora una volta si faccia chiarezza, ma sopratutto, smettiamola di dire che si sta facendo il contratto a tutele progressive per i lavoratori quando se ne vuole cancellare lo statuto conquistato dopo anni di lotte, ovvero l’art.18.

Si faccia rinascere l’Italia, lo si faccia se necessario attraverso una rivoluzione non violenta delle coscienze, non lasciamo che il nostro impeto sia solo uno sciopero ogni tanto, uniamoci per il bene comune, fermiamoci tutti pacificamente e rivendichiamo il diritto di essere dei liberi cittadini, liberi di poter costruire il nostro futuro.

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