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Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima

parigi_climaQuesto è il titolo del manifesto che la Coalizione Italiana per il Clima porterà alla 21° Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici che a Parigi vedrà riuniti oltre 195 paesi. Dicembre 2015 è l’ultima scadenza che questi paesi si sono dati per raggiungere un nuovo accordo sul clima che disciplini le emissioni dei gas serra in modo da contenere il riscaldamento globale entro i 2° C.

Le cause antropiche del cambiamento climatico, si dice da parte di tutti gli stati, sono ormai acquisite a livello scientifico mondiale e dipendono in gran parte dall’esplosione negli ultimi secoli dell’utilizzo delle fonti energetiche di origine fossile e dalla deforestazione.

E’ iniziata quindi già da tempo una campagna mediatica che diffonde la grande preoccupazione mondiale per l’effetto evidente che i cambiamenti climatici producono sia sul piano economico, che su quello ambientale e più si avvicina la data della verifica e della riflessione, più si esternano paroloni importanti, propositi, progetti che non possono che tranquillizzare, tesi come sono a dimostrare che siamo in buone mani, che sicuramente provvederanno!

Il cambiamento climatico non è un problema per un’altra generazione, non più.” Dice Obama e assicura che gli Stati Uniti intraprenderanno la più forte azione mai presa per combattere le emissioni clima alteranti, operando una radicale trasformazione del settore elettrico degli Stati Uniti, dall’energia elettrica prodotta con carbone alle energie rinnovabili.

Papa Francesco dopo la pubblicazione dell’enciclica “Laudato sì” ha invitato i governi di tutto il mondo ad adottare misure audaci!

Il premier svedese ha annunciato davanti all’assemblea generale dell’ONU:” i bambini debbono crescere in un ambiente sano, privo di tossine. Combattere le sostanze nocive e far pagare chi inquina è alla base del nostro modo di fare politica.”

La Svezia intende azzerare l’apporto del carbone e creare infrastrutture verdi mettendo in bilancio 484 milioni di euro. L’Islanda investe in energia idroelettrica e geotermica, coprendo il 100% del proprio fabbisogno e in generale tutti i Paesi Nordici si stanno liberando dalla dipendenza dalle fonti energetiche di origine fossile.

Pare che anche il Governo Cinese voglia fare dei passi avanti. La Cina attualmente produce da sola il 27,3% delle emissioni mondiali di CO2, contro il 14,3% degli Stati Uniti. Cina e Stati Uniti sono considerati i principali responsabili dell’attuale situazione ambientale e saranno i principali protagonisti dei prossimi accordi di Parigi.

Perfino la grande finanza, e quindi le sei maggiori banche statunitensi hanno accolto la pressione di Obama e le esortazioni papali, dichiarando di essere pronte a render disponibili risorse significative per finanziare soluzioni del problema climatico e trascinando su queste posizioni anche la Banca Mondiale, da sempre solerte nel concedere credito al settore estrattivo delle fonti energetiche fossili, ancora impegnata nel finanziare la costruzione della terza più grande centrale a Carbone del Pianeta di Medupi in Sudafrica.

Se questo è il problema, ci sono quindi tutte le premesse perché possa essere risolto!

In definitiva si parla soprattutto di liberarsi dall’utilizzazione del Carbone e non sarà una cosa impossibile con tutte le energie rinnovabili già disponibili sul mercato e ampiamente collaudate!

Ma è tutto qui il problema?

In Italia i promotori del manifesto “ Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima

ne sono assolutamente certi. Ho letto e riletto il manifesto e in mezzo a tante affermazioni di principio ed esternazioni condivisibili, in concreto si propone la “decarbonizzazione” e la transizione energetica a un modello senza combustibili fossili.

Non ci sono altre richieste, suggerimenti, indicazioni…nulla!!

Le fonti energetiche fossili, quelle che vengono additate come le principali responsabili dei cambiamenti climatici, sono carbone- petrolio- gas naturale.

Allora io chiedo agli autori del manifesto:

Perché non si chiede di mettere al bando e di vietare le attività di trivellazione e di fracking?

Perché continuare a cercare il petrolio a due passi da città ineguagliabili dal punto di vista artistico come quelle Italiane?

Perché trivellare un mare chiuso come l’Adriatico e correre altissimi rischi ambientali?

Perché non la smettiamo con questo petrolio?”

Perché si fanno delle enunciazioni senza chiedere provvedimenti coerenti nemmeno nelle richieste?

La Coalizione Italiana Parigi 2015 è formata da:

ACLI, AIAB, AIIG, ARCI, ARCI CACCIA, ARCI SERVIZIO CIVILE, ASUD, AUSER, CEVI – CENTRO DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE DI UDINE, CGIL, CIA, COLDIRETTI, CTS, FEDERCONSUMATORI, FIAB, FIOM, FOCSIV, FONDAZIONE CULTURALE RESPONSABILITA’ ETICA, FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA, GREENPEACE, ISDE-MEDICI PER L’AMBIENTE, ISTITUTO NAZIONALE URBANISTICA – INU, ITALIAN CLIMATE NETWORK, KYOTO CLUB, LA NUOVA ECOLOGIA.IT, LEGA PESCA, LEGAMBIENTE, LINK, LIPU, LUNARIA, MAREVIVO, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA CITTADINO, OXFAM, PRO NATURA, RETE DEGLI STUDENTI MEDI, RETE DELLA CONOSCENZA, RETE PER LA PACE, RINNOVABILI.IT, RSU ALMAVIVA, SALVIAMO IL PAESAGGIO, SBILANCIAMOCI, SI’ RINNOVABILI NO NUCLEARE, SLOW FOOD ITALIA, SPI – CGIL, TOURING CLUB ITALIANO, UIL, UISP, UNIONE DEGLI STUDENTI, UNIONE DEGLI UNIVERSITARI, WWF ITALIA

Sono le organizzazioni più rappresentative che dovrebbero salvaguardare la bellezza e la salute e l’integrità del nostro territorio e del nostro ambiente e, quindi di tutti noi e del futuro delle prossime generazioni! Organizzazioni che, oltre a dimostrare di non essere in grado di saper fare una analisi completa dei fattori del cambiamento climatico, non sono nemmeno in grado di formulare delle proposte risolutive per le loro analisi parziali!

I cambiamenti climatici stanno distruggendo il territorio, l’agricoltura, l’economia, la nostra vita e mettendo seriamente a rischio il futuro dei nostri figli! Le cause di questi cambiamenti vanno ben oltre l’utilizzo dei combustibili fossili e vanno ricercate nelle sperimentazioni militari di manipolazione degli ecosistemi terrestri, come testimoniano le innumerevoli interrogazioni parlamentari nazionali ed europee, come documentato dalla “Relazione Commissione per gli Affari Esteri, la Sicurezza e la Politica di Difesa” al Parlamento Europeo già dal Gennaio 1999, come documentano le stesse fonti militari.

Sul problema del clima si sta facendo della propaganda che non ha mai risolto situazioni, perché al contrario deve convincere, annebbiare , vendere. Non ci sono Istituzioni, né organizzazioni che affrontano seriamente il problema, non lo studiano e non lo riconoscono. Ci siamo solo noi popolo: uomini e donne, padri e madri, lavoratori, studenti, giovani e vecchi, gente normale che guardando il cielo vede e capisce quello che succede, e dobbiamo deciderci a comprendere che solo la nostra Coscienza, unita ad un impegno coerente, può salvare il Pianeta.

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