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Prodotti di uso comune contengono triclosan e parabeni che modificano il sistema endocrino

triclosan-infographicUno studio franco-americano pubblicato nell’ultima edizione della rivista Epidemiology, stabilisce che la presenza di composti fenolici, come il triclosan e i parabeni, possono mettere in pericolo la crescita dei bambini a partire dal periodo della gravidanza. La crescita dei bambini nell’utero è stata seguita e misurata mediante ultrasuoni in diversi momenti: il loro peso e misure, sono state registrate fino all’età di 36 mesi.

Gli autori, condotti da Rémy Slama e Claire Philippat dell’Università di Grenoble, hanno seguito 520 coppie madre-figlio, e prelevando un singolo campione per ogni coppia, hanno riscontrato la presenza di composti fenolici sospettati di essere interferenti endocrini, vale a dire, in grado di modificare il sistema ormonale.

Il triclosan è un clorofenolo attivo su molti batteri, impiegato da tempo come antisettico e antimicrobico, per disinfettare le ferite, la cute e le mani, presente, inoltre, nei deodoranti, shampoo, detersivi per la casa e nei dentifrici e collutori per la prevenzione e il trattamento della placca e delle gengiviti. I parabeni sono una classe di composti organici aromatici, utilizzati da oltre 50 anni come conservanti nell’industria cosmetica, farmaceutica e alimentare, per le loro proprietà batteriche e fungicide, oltre all’utilizzo come additivi alimentari.

I risultati sono inquietanti, e stiamo parlando di prodotti di uso comune che ci vengono venduti come innocui, e che dovrebbero preservarci dai problemi invece di crearli. Infatti più è alta la concentrazione di triclosan, maggiore è la possibilità di una riduzione della testa del feto, già a partire dalla seconda ecografia. Maggiore è la concentrazione dei parabeni nel feto, farà sì che questa esposizione prenatale possa tradursi in una maggiore probabilità di essere in sovrappeso in età adulta. Ulteriori studi sono in corso per valutare altri possibili effetti, tra cui la funzione respiratoria.

Siamo in balia di una chimica che ha l’intento evidente di avvelenarci, non esiste altra spiegazione, visto che veniamo avvelenati quotidianamente da prodotti che siamo indotti ad usare per sedare il timore di essere assaliti da microbi. La paura è sempre un veicolo attraverso il quale indurci ad agire secondo schemi precostituiti, delegando la nostra salute con un agire automatico, senza la consapevolezza di ciò che il nostro corpo deve assimilare.

Prodotti di tutte le forme, colorati, profumati, con nomi accattivanti e sospinti da pubblicità sempre più aliene a queste umanità, contengono interferenti endocrini che vanno a modificare il nostro sistema ormonale creando una infinità di effetti collaterali, di cui le multinazionali si servono per ingrassare i loro profitti. Modificare il sistema endocrino non è bello, significa essere sempre meno umani, creando condizioni pericolose per la coscienza, e di conseguenza la somatizzazione sul piano fisico di uno squilibrio interiore.

Bisogna ritrovare il contatto con la natura, la quale possiede tutto ciò di cui necessitiamo. Le multinazionali con la loro chimica non debbono interferire nelle nostre vite, non glielo dobbiamo consentire, basta quindi delegare la nostra salute, cominciamo ad informarci e a fare delle scelte decise, sancendo da che parte vogliamo stare.

 

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