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Il profitto stimola Big Pharma nel creare un vaccino per l’Ebola

Condivido una notizia apparsa su Repubblica a firma di Ettore Livini, il quale scrive che bisogna cercare di capire come mai nel 2014, malgrado i 130 miliardi di dollari investiti ogni anno da Big Pharma per andare a caccia di nuove medicine, nessuno che sia riuscito a creare un vaccino che possa debellare il virus Ebola.

La risposta ci viene data da Marie Paule Kieney1041311342_4d67970fb1_z, assistente alla direzione generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, parlando del fatto che si tratta unicamente di una questione di soldi, essendo l’Ebola una malattia che interessa principalmente le popolazioni povere, quindi che interesse possono avere le multinazionali del farmaco se non possono trarre profitto dalla sofferenza altrui.

Le cose sono cambiate con lo sbarco del virus Ebola in Occidente, è evidente che dai poveracci c’è poco da spillare, il fatto che non abbiano le risorse per “curarsi” non depone certo a loro favore, che seguano quindi il loro destino geografico. Invece in Occidente c’è la “grana”, piatto ricco mi ci ficco, d’altra parte siamo solamente dei numeri che acquistano un poco di appeal solamente quando possono pagarsi le cure.

Adesso Big Pharma arriva con tutta la sua potenza di fuoco, l’urgenza fa precipitare nelle sue casse una pioggia di fondi pubblici, bisogna fare in fretta creando le condizioni nelle quali non si possa andare troppo per il sottile, la salute prima di tutto, e di fronte a questo è più facile fare calare le braghe all’umanità. Abbiamo già visto questo copione con la Sars e l’influenza A, e visto che il businnes dei vaccini è in mano a 4-5 colossi farmaceutici, dice Adrian Hill, professore di Oxford e responsabile del team inglese incaricato da David Cameron di dare la risposta d’emergenza all’epidemia, siamo di nuovo davanti ad un canovaccio ben noto.

Adrian Hill dice che l’Ebola poteva essere stroncata da anni, ma per Big Pharma è inutile sprecare risorse per poche migliaia di persone, tra l’altro neanche abbienti, meglio aspettare che si propaghi e cogliere l’occasione. A pensare male spesso ci si prende, recita un antico adagio, metti che i vaccini non servano a curare ma a propagare effetti collaterali, metti che per fare profitto la gente sana è un impedimento, metti che chi arriva con la soluzione potrebbe essere la stessa realtà che ha concorso a crearla, metti…

Solo fantascienza? Potrebbe anche essere, ma intanto cerchiamo di informarci senza comportarci automaticamente, valutando la reale portata di un fenomeno che non mostra interesse nel preservare l’umanità in buona salute. Una epidemia di Ebola su vasta scala è una manna per Big Pharma, e lo dimostra il fatto che le azioni della Tekmira, titolare di uno dei farmaci più promettenti, ha guadagnato il 50% in poche sedute.

Gli affari sono affari, il bene comune non è ancora di questo mondo, e l’avidità mostra sempre di più le sue reali intenzioni. Percepire la tragedia come possibilità di profitto non è una condizione umana, ma aliena a questa umanità.

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