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Riprendiamoci il Pianeta e SiAmo

In qualità di presidente dell’associazione Riprendiamoci il Pianeta, desidero chiarire la posizione dell’associazione, sia nei confronti del movimento M3V, sia riguardo i rapporti intercorsi tra RIP e il partito politico SiAmo in occasione delle precedenti elezioni del 2018. Leggiamo sulle chat delle osservazioni imprecise  e discorsi decisamente non veri al riguardo, che vogliamo far cessare definitivamente, non avendo ragione di sussistere.

Il Consiglio del M3V è composto anche da persone che fanno parte del Direttivo dell’associazione Riprendiamoci il Pianeta, che lavorano insieme ai rappresentanti del movimento dei genitori, come lo stesso segretario del Partito.

Riprendiamoci il Pianeta, composta da qualche centinaia di iscritti e diffusa in tutta la Penisola, dal 2009 studia, ricerca, analizza e divulga le problematiche economiche, ambientali, sanitarie e politiche del mondo globale, con l’intento di fare emergere la verità e affermarla.

Impegnati dalla nascita soprattutto su tematiche economiche e ambientali, con la legge 119 ci siamo interessati ai problemi sanitari e, per opporci a questa legge, abbiamo organizzato manifestazioni e conferenze in tutta Italia. Un numero consistente di queste conferenze le abbiamo organizzate per far conoscere il dottor Miedico e, per sostenere la sua candidatura, abbiamo offerto la nostra collaborazione organizzativa e numerose nostre candidature al partito SiAmo in occasione delle elezioni.

Da subito ci siamo accorti di una notevole disorganizzazione, che in prossimità della scadenza relativa alla presentazione delle liste è diventata un vero e proprio caos, fatto di ordini e contrordini. Nonostante la totale confusione incontrata, la quasi totalità delle nostre candidature sono rimaste fino alla fine, assolvendo interamente alla parola di collaborazione che avevamo dato.  Personalmente, insieme ad una compagna di RIP, l’ultimo giorno utile alla consegna delle firme ho incontrato i genitori delle altre provincie emiliane, per contare e preparare i fascicoli dei vari collegi prima della presentazione al Tribunale di Bologna. Operazione che abbiamo dovuto rifare nello studio del dott. Gottarelli, le ore  precedenti la consegna, ricevendo l’ordine di catalogarle in un modo differente da quello adottato.  Entrate al Tribunale poco prima della chiusura del portone, abbiamo scoperto di dover rifare un’ulteriore volta i conteggi, secondo la prima modalità, quella che ci avevano detto essere sbagliata e siamo uscite a notte molto inoltrata.  Così come noi, gli attivisti delle altre Regioni: Delia Patacchiola mi ricorda di avere consegnato a Roma le firme di Anzio, Nettuno, Aprilia, Cisterna e Latina.

Si smetta quindi di descrivere RIP come un movimento inaffidabile e si smetta di “parlare “.

Noi di una cosa siamo certi oggi: non vogliamo fallire una seconda volta e prendiamo tutte le precauzioni del caso, scegliendo con rigore i collaboratori. Di sicuro non offriamo sostegno una seconda volta all’improvvisazione, alla superficialità, all’ostinazione di chi, senza competenza, porta tutti al fallimento.

Consapevoli del degrado politico con cui ci dobbiamo misurare, pensiamo sia indispensabile tagliare i ponti alla polemica e agli inutili discorsi. Ci concentriamo sull’obiettivo che ci siamo posti, unico collante che ci può far sentire uniti, e invitiamo tutti quelli, che hanno a cuore la soluzione del problema, ad adottare la medesima disciplina. La vittoria è a portata di mano, ma dipende dalla fedeltà e dall’onestà di ognuno di noi.

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