La Russia e l’Ucraina sembrano in stallo, vedremo chi darà più gas

P24031-09a.jpgL’Ucraina rimane un terreno scottante e pieno d’insidie per il futuro. A questo proposito, i Ministri degli Esteri della NATO, si sono riuniti il 1 e il 2 aprile a Bruxelles, per prendere delle decisioni che avrebbero dovuto ridurre alla ragione la Russia, ma il tutto non ha portato niente di nuovo. L’unica decisione presa riguarda la necessità di portare avanti il dialogo, anche se nei prossimi tre mesi i rapporti bilaterali saranno tenuti secondo un programma ridotto.

Niente di nuovo sotto il sole, i “grandi” della terra s’incontrano, ma è più un aspetto conviviale, tanto decisioni concrete non emergono visto che gli interessi, in fondo in fondo sono comuni. Un po’ di scaramuccia, ci si dividono i ruoli, c’è chi fa l’aggressore, quello che si trova meglio nel ruolo di aggredito, gli altri che prendono le parti e, a seconda della convenienza aizzare o fare da paciere.

Di quali decisioni stiamo parlando? L’annullamento di alcune esercitazioni militari congiunte, l’impedimento dell’ingresso di navi della NATO e della Federazione Russa in porti reciproci, nonché l’annullamento degli scambi informativi. Aspetti che hanno un carattere prevalentemente di facciata, perché alla fine conviene ad entrambi risparmiare risorse finanziarie.

RUTMAPI titolari dei Ministeri degli Esteri della NATO, hanno ripetuto ancora una volta che non riconoscono l’ingresso della Crimea nella compagine della Russia e si pronunciano a sostegno dell’integrità territoriale, della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina. Gli Stati Uniti, stanno comunque facendo pressioni per introdurre sanzioni più rigorose dal punto di vista commerciale. L’America è un popolo “giovane” ed impulsivo, come ampiamente dimostrato ogni qualvolta ha cercato di esportare la “democrazia”. Una America di questo tipo non entusiasma l’Europa, infatti i maggiori Stati europei non sono riusciti a raggiungere un accordo su efficaci sanzioni alla Russia.

I membri della NATO sono attualmente 28, e 21 di questi sono anche membri dell’Unione Europea, mentre 24 sono membri a vario titolo (membri effettivi, membri associati, paesi osservatori, partner associati) dell’Unione dell’Europa Occidentale (UEO) che con il Trattato di Lisbona è passata sotto il controllo UE. Per questo negli ultimi anni il peso dell’UE è andato sempre più in crescendo nelle decisioni Nato, un peso che gli americani vorrebbero portare sempre più dalla loro parte.

Consiglio-di-Sicurezza-ONULa NATO, sta cercando di assumersi funzioni di arbitro politico internazionale, che competerebbe maggiormente all’ONU (Nazioni Unite), il quale è composto da 193 paesi su 204 come riportato da wikipedia. È da notare che nel mese di marzo, quasi la metà dei paesi aderenti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, non ha sostenuto la risoluzione antirussa, a causa di un veto della Russia stessa e l’astensione della Cina.

La risoluzione avrebbe voluto dichiarare «illegale» il referendum democratico che si è tenuto in Crimea relativo all’indipendenza della regione russofona autonoma, referendum varato in base al principio di autodeterminazione dei popoli. Quando il Kosovo si autoproclamò indipendente, non ci fu nessuna chiamata alle armi da parte dei difensori mondiali della democrazia. Stavolta è diverso, a quanto pare.

Un fatto concreto però c’è, infatti l’ad di Gazprom, Alexiei Miller, ha annunciato un aumento del 30% del prezzo del metano per l’Ucraina. Miller ha giustificato l’aumento del prezzo con il mancato pagamento da parte di Kiev del gas fornito nel 2013 sottolineando che l’Ucraina ha un debito con Mosca per il gas di 1,7 miliardi di dollari. Kiev in risposta all’aumento, ha rivisto al rialzo del 10% le tariffe per il transito del gas sul proprio territorio.

Non c’è che dire, le parti in causa, stanno “dando del gas”, vedremo dove porterà questa “accelerazione”.Flag_of_NATO.svg

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