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Con la scusa di un bel ricordo poi ce ne dimentichiamo

658px-Assorted_smartphonesQuanti di noi avranno notato schiere di persone fare video e foto con il telefonino, chine su di esso con la passione dell’archiviatore perfetto, e a volte, un secondo dopo aver criticato questa tendenza digitale, sono stati assorbiti dalle allettanti possibilità del nostro smartphone.

Quello che da stereotipo era fino a poco tempo fa una prerogativa dagli occhi a mandorla, ha improvvisamente accalappiato un po tutti, buttandoci in un circuito vizioso fatto di immagini e social network, in cui qualsiasi cosa fai, un secondo dopo la stai già pubblicando da qualche parte, come se quel momento dovesse irrimediabilmente scomparire.

Non basta esserci, bisogna avere le prove e cercare conferme nei nostri amici digitali, che ovviamente ce le daranno, a patto che noi facciamo lo stesso con loro; e così molto tempo viene speso a mettere i fiocchi a questo pacchetto fatto di app e tonalità automatiche.

Ma siamo davvero sicuri che non ci stiamo perdendo qualcosa? Beh pare che lo scattare foto e girare video in modo compulsivo abbia un effetto negativo sulla nostra memoria, a rivelarlo è uno studio coordinato di Maryanne Garry, docente di Psicologia alla Victoria University di Wellington, Nuova Zelanda.

Secondo questa ricerca, non solo stiamo rovinando i nostri ricordi, in realtà l’unico momento che viviamo veramente è lo scattare o filmare, ahimè, impedendoci di esprimere serenità e presenza in quel momento, insomma un po come essere degli automi. Al di la della mania di postare sui social, non va dimenticato che il precursore di una bassa presenza nel documentare eventi di qualsivoglia natura, è stata sicuramente l’evoluzione da analogico a digitale.

Se da un lato questo ha portato innumerevoli benefici, come la possibilità di registrare migliaia di immagini su un unico supporto, abbattendo così notevolmente i costi, dall’altro nel momento in cui facciamo una foto o un video, non prestiamo più attenzione, mentre soprattutto in fotografia, la presenza associata al liberarsi dalle aspettative è la chiave per realizzare delle belle immagini, che poi subiranno un processo “meditativo” in post produzione.

Come sempre, è l’intento che fa la differenza, uno smartphone potente, un programma che ti mette a posto in un lampo una fotografia o ti permette di montare agevolmente un video, un social network che come il tubo dello scarico intoppato nella mia cucina ti risucchia, e improvvisamente ti stai perdendo tutto intorno a te.

Quindi la scelta è come sempre duplice: possiamo vivere in modo automatico, passando una buona parte del nostro tempo on line anche mentre attraversiamo la strada, oppure possiamo iniziare a fare qualcosa per evitare il Tir che sta per schiacciarci, esprimere maggiore presenza in tutte le nostre attività, e riscoprire quanto è bello assaporare la vita dentro e fuori di noi.

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