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Sempre meno olio italiano, la coltivazione delle olive è in ginocchio

olives-473793_1280Non c’è quasi più olio, il clima e la mosca olearia hanno messo in ginocchio la coltivazione delle olive, e quel poco che c’è ha prezzi da capogiro. Le condizioni climatiche hanno inciso in maniera particolare visto che a giugno, il caldo eccessivo, ha provocato il disseccamento dei fiori, e quelli rimasti hanno dovuto fare i conti con l’umidità, il poco sole, le piogge e la grandine, elementi che hanno favorito il proliferare dei parassiti come la mosca olearia.

La Toscana ha pagato il prezzo più grande, con un crollo produttivo che si attesta mediamente sul 60%. Nelle altre regioni va un po’ meglio, ma la situazione è comunque drammatica, con un dato nazionale impietoso che si attesta a un – 35%, con 302mila tonnellate rispetto alle 464mila, come riportato dai dati Istat.

A questo punto le importazioni non potranno che aumentare, e per gli italiani che consumano ogni anno 12 litri di olio extravergine è una bella batosta, sia dal punto di vista economico, sia da quello della sicurezza alimentare, vista l’impossibilità di riconoscere il prodotto straniero, vista la poca trasparenza di molte etichette che riportano immagini ingannevoli di marchi italiani acquistati da multinazionali straniere.

La Coldiretti, a questo proposito lancia un allarme, infatti, sempre secondo i dati Istat, l’importazione di olio di oliva straniero quest’anno raggiungerà il massimo storico, in pratica 2 bottiglie su tre saranno riempite con olio non italiano. Si spera che nuova etichettatura europea, che entrerà in vigore dal 13 dicembre 2014, possa essere di aiuto nell’acquistare olio di qualità.

Troppe sono le anomalie nel clima, troppi disastri concatenati e concentrati per non pensare male, soprattutto nei confronti della geoingegneria che qualcosa ci deve c’entrare, lo stesso dicasi per le scie chimiche rilasciate quotidianamente e incessantemente sopra le nostre teste. Siamo in presenza di un clima che sta cambiando sempre di più in peggio, un clima che potrebbe anche essere indotto, un clima che deve mettere in ginocchio un paese come l’Italia e non solo.

La qualità deve sparire, il bello deve eclissarsi secondo coloro che stanno dietro a questi veri e propri disastri contro l’umanità. Secondo loro dobbiamo impoverirci per essere meglio controllati, secondo loro è la via giusta, una via nella quale ogni resistenza inutile. In questo modo, creando una situazione di sudditanza, potranno propinarci di tutto e asservirci, questo almeno è quello che credono, una forza intrisa di avidità che, nello stesso tempo, rappresenta il loro punto debole.

L’agricoltura deve essere messa in ginocchio, e le macchine devono sostituire l’uomo, forse in futuro non ci sarà più bisogno di olio fatto con le olive, basterà un buon lubricante in modo tale da non fare la ruggine e rimanere operativi… o forse ce lo stanno già propinando con tutte le loro miscele?

L’umanità è più forte in ogni caso, anche quando sembra senza speranze, come una brace che cova sotto la cenere, capace di attizzarsi quando meno te lo aspetti, e in grado di donare quel calore che solo la natura umana può dare.

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