Alimentazione & Stile di vita, Attualità

Si pesca troppo, l’allarme mondiale di Greepeace

fisherman-195932_640Le risorse ittiche mondiali sono troppo sfruttate, e i grandi pescherecci responsabili di questa pesca sono una minaccia per l’uomo e l’ambiente.

Greepeace ha da poco promosso una settimana d’azione contro la pesca eccessiva, stupida consuetudine che sta contribuendo a distruggere gli ecosistemi di molte parti del mondo, oltre che a minacciare gravemente i piccoli pescatori e le loro famiglie.

E’ un allarme che ci invita tutti a fare la nostra parte, agendo con forza per salvare i nostri mari, che come giustamente dicono gli attivisti di Greenpeace, una volta erano pieni di vita, mentre ora, a causa della pesca eccessiva, dell’inquinamento e anche delle perforazioni petrolifere rischiano di essere svuotati e irrimediabilmente distrutti.

Una decisa presa di posizione, ma soprattutto un messaggio chiaro, non c’è più tempo da perdere, dobbiamo agire per salvare la Vita, fermando ogni attività predatoria e distruttiva nei nostri bellissimi mari, o molto presto sarà troppo tardi.

Per dare un’idea della proporzione di quello di cui stiamo parlando, l’organizzazione non governativa riporta questi interessanti dati: “oggi oltre il 10% delle popolazioni mondiali dipende dalla pesca per il proprio sostentamento ma recenti studi scientifici hanno evidenziato che il 90% degli stock ittici mondiali è pienamente o eccessivamente sfruttato e serve pertanto stabilire dei limiti alla pesca e regole efficaci per garantire il recupero degli stock ittici ormai al collasso”.

Servono politiche che fermino questo massacro ambientale, ma purtroppo, pare che questo non stia avvenendo, e sicuramente la responsabilità è in primo luogo di tutti noi, del nostro disinteresse e della nostra superficialità, frutto di una dipendenza da un modello di vita che abbiamo seguito per troppo tempo.

Nella società in cui siamo, spesso pare che le ragioni del mercato, del profitto, e di un presunto benessere legato ad uno stile di vita consumistico prevalgano sul buon senso, e sulle nostre reali necessità. Il modello economico dei Paesi più ricchi, per essere sostenuto grava inevitabilmente sui Paesi più poveri e sull’intero Pianeta. Siamo davvero sicuri di volere tutto questo? Guerre, morte e distruzione per accaparrarsi risorse, ecosistemi devastati, e l’intero Pianeta violato per avere cose di cui in realtà non ci importa nulla.

Non è tanto un discorso legato ai lati positivi che il progresso ha portato nelle nostre vite, sia in campo medico, che sociale, aspetti che comunque potrebbero essere a lungo dibattuti, è il nostro stile di vita non compassionevole verso il Pianeta il vero problema.

Inquiniamo, devastiamo, cacciamo, peschiamo e alleviamo più del necessario, come cavallette davanti ad un campo coltivato, prediamo come se non ci fosse un domani, spinti da una educazione sbagliata, da false necessità spesso indotte attraverso un vero e proprio bombardamento mediatico, e che inevitabilmente, arricchiscono quelle lobby di potere che hanno in pugno i mercati della grande produzione industriale.

E’ giunta l’ora di porre fine a questo svilimento, dobbiamo imparare a vivere con grande rispetto e compassione, nel senso di prendersi la responsabilità di quello che sta avvenendo ogni giorno al nostro Pianeta, comprando e consumando consapevolmente. La nostra vita deve essere una rivoluzione. Come? Essendo prima di tutto noi il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo.

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