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La Spagna marcia per la dignità, scontri e feriti a Madrid

Scontri durante la manifestazione contro l’austerity imposta dal governo Rajoy, il bilancio è di oltre 70 feriti e venti arresti.

Sono migliaia i manifestanti che si sono dati appuntamento ieri a Madrid, per dire no alle misure del governo che ha portato ad una situazione di emergenza sociale, con un tasso di disoccupazione record del 26%, una cifra enorme.

Il lungo corteo, che ha preso il nome di marcia per la dignità, era composto da almeno 300 organizzazioni diverse e aveva come obiettivo primario quello di unire le forze per un solo risultato, farsi ascoltare dal governo oppure costringerlo attraverso la volontà democratica popolare a fare i bagagli.

I 50mila giunti da ogni parte della Spagna, hanno marciato con quella chiarezza di idee che appartiene solo a chi ha smesso di stare alle condizioni di quei poteri forti, di quelle oligarchie economiche, che stanno lentamente instaurando una silenziosa e inesorabile povertà a discapito del popolo, giustificata dal voler porre rimedio ad una crisi, creata proprio da chi ora esige un sacrificio delle masse.

Gli slogan e i cartelli dell’imponente fiume in piena racchiudono in se la sintesi di ciò che sta accadendo a noi tutti “ Stanno provocando sofferenze, povertà, fame e morte, tutto perché le banche ed i poteri economici continuino ad avere i loro enormi benefici al prezzo delle nostre vite”.

Purtroppo una nota dolente, quella che poteva essere una marcia pacifica, si è trasformata in serata in un teatro di guerriglia urbana, con barricate, cassonetti incendiati, vetrine infrante e proiettili di gomma sparati dalla polizia, i feriti sono oltre 70, di cui metà fra la polizia e 20 gli arresti.

A violenza si risponde con violenza, senza considerare che la vera forza, non passa per lo sfogarsi con una mazza fra le mani, bensì per una chiara, assoluta e coerente presa di posizione motivata da una coscienza orientata al bene comune.

E’ solo con la non collaborazione al sistema che ci è stato imposto che possiamo vincere, sacrificando qualcosa di noi per il bene di tutti, il che significa mettere le basi per qualcosa di diverso, non cambiare con la violenza ciò che è stato progettato a nostro discapito perché equivale a restare dentro qualcosa che non ci appartiene.
Un mondo diverso è possibile, ma per costruirlo dobbiamo prima affermare il buono, il vero e il bello dentro di noi.

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