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Steve Jobs non faceva usare l’iPad ai suoi figli… ci sarà un perché?

Foto (ansa) Fila per acquistare l'iPhone 6 e l'espressione del cane è tutto un programma, come quella di chi non ci voleva venire.

Foto (ansa) Fila per acquistare l’iPhone 6 a Roma e l’espressione del cane è tutto un programma, come quella di chi non ci voleva venire.

Siamo sempre più sospinti ad utilizzare strumenti tecnologici, certamente a fin di bene, visto che coloro che li creano ci appaiono sicuri della bontà di questi prodotti, creati per aiutare l’essere umano a disbrigare le faccende quotidiane, così che possa avere più tempo per sollazzarsi nella pace più assoluta.

Immagino i grandi manager mentre “rimpinzano” i loro figli a “badilate” di tecnologia, attorniati da cellulari, tablet, computer o altro, continuamente intenti ad assimilare il “succo” tecnologico che li renderà adulti consapevoli e amorevoli, soprattutto così ben disposti verso il prossimo da desiderare prima di ogni altra cosa il bene comune.

Non sembra essere così, forse perché chi li propone li conosce nel “profondo”, sapendo bene che il loro intento è quello di asservire le persone, “drogandole” a tal punto da agire compulsivamente su dei tasti, per sopperire alle emozioni, sempre più difficili da accogliere e da vivere, dovendosi rifugiare in condivisioni sterili. Questo attraverso, per esempio, i social network, temendo che un contatto umano possa scardinare quei ponti levatoi che, ormai, sempre meno persone vogliono abbassare veramente.

In un articolo pubblicato sul New York Times, è riportato che il fondatore della Apple Steve Jobs e altri dirigenti di società tecnologiche hanno limitato ai loro figli l’uso di dispositivi elettronici, fino a vietarli completamente. Secondo il giornale, in una delle sue interviste, Steve Jobs, ha affermato che i loro figli non hanno mai usato l’iPad, malgrado fosse una delle creazioni più popolari.

L’articolo rileva che un numero significativo di amministratori delegati di aziende tecnologiche, vivono in maniera totalmente opposta a quella che propongono, probabilmente perché conoscono qualcosa di cui noi non ne siamo a conoscenza. Chris Anderson, direttore esecutivo della società e produttore di Robotica 3D, ha detto che controlla completamente l’accesso dei suoi figli a qualsiasi dispositivo elettronico dopo aver verificato di persona la nocività di questa tecnologia piena di contenuti dannosi. Lo stesso fondatore di Twitter Evan Williams, e sua moglie, Sara Williams, hanno detto che i loro figli hanno centinaia di libri che possono sostituire egregiamente gli iPads o altro.

I danni che possono procurare questi dispositivi elettronici sono molteplici, dai problemi agli occhi, alla privazione del sonno con tutto quello che ne consegue, fino ad arrivare al fatto che, secondo studi di numerosi ricercatori, le frequenze utilizzate da molti dispositivi wireless come l’iPad e altri tablet possano rappresentare potenziali rischi per la salute e anche causare il cancro, anche a causa degli interferenti endocrini che vengono rilasciati.

Questa tecnologia serve anche a controllare le masse, sospingendole a lasciare dati sensibili per strada, così da essere continuamente tracciabili, una tecnologia che invece di unire divide. Ma a che cosa serve veramente tutto questo? Basta osservare l’iPhone day italiano che si sta svolgendo oggi per accaparrarsi il numero 6, gente in fila da 24 ore, una fiumana di persone che hanno preso d’assalto gli Apple Store, in particolare di Roma e Milano.

Vogliono rincoglionirci, e lo dimostra il fatto che si fa fatica a formare un capannello di persone a tutela della propria salute e del diritto al lavoro, perché il senso di rassegnazione è ormai ovunque e le persone si sentono sempre più schiacciate da una morsa disumana e alienante… poi basta l’iPhone 6 a risvegliare le masse, portandole a baciare lo schermo del tanto agognato iPhone 6 come chi ha raggiunto la terra promessa mettendo fine alle proprie privazioni… alla modica cifra di 1000 euro per la versione Plus, niente male per la manna elettronica.

Cominciamo a staccare i bambini da questa roba e forse avremo un futuro. In ogni caso la vita è più forte, ma ci dobbiamo mettere del nostro nel favorire un cambiamento che non può passare attraverso l’alienazione. Le persone devono ricominciare a parlarsi, senza ricorrere ad una applicazione per decodificare e stemperare una emozione.

 

Fonte: http://actualidad.rt.com/sociedad/view/140431-steve-jobs-hijos-ipad

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