Alimentazione & Stile di vita, Notizie, Politica

Terremoto ad Haiti cinque anni fa… un film già visto

img_pod_woman-washes-clothes-house-destroyed-earthquake-Port-au-PrinceOggi, è l’anniversario del terremoto che nel 2010 colpì Haiti, uccidendo più di 230mila persone, devastando la capitale Port-au-Prince. Cinque anni sono passati da questo immane disastro che, ha distrutto o danneggiato più di 300mila edifici, lasciando più di 1,5 milioni di persone senza una casa.

Questo terremoto non ha distrutto solamente gli edifici, ma anche il 60% di un sistema sanitario già precario in partenza. Possiamo quindi immaginarci in quali condizioni versa la sanità, con container che fungono da ospedali, senza una programmazione adeguata a garantire personale formato, farmaci sufficienti, finanziamenti, manutenzione e materiale medicale per gestirli.

Le parole in questi casi si sprecano, come quelle di Bill Clinton, quando era l’inviato speciale delle Nazioni Unite, il quale usava ripetere lo slogan: “ricostruire meglio”. Al momento vi sono circa 70mila persone senza tetto, ma anche quelli che lo possiedono sono costretti a vivere in ambienti angusti, precaria igiene, sempre alle prese, per esempio, con un alto rischio di ustioni dovute alla precarietà delle abitazioni.

Per non parlare di tutte le altre difficoltà, che un terremoto come questo si porta con sé, come la diffusione di disturbi emotivi, l’aumento della violenza urbana, i frequenti incidenti automobilistici, e un drammatico aumento dei decessi dovuti a traumi, come comunicato da Medici Senza Frontiere che operano sul posto.

L’interesse mediatico che segue questi eventi, tende, come sempre, a scemare con il tempo, lasciando le persone in solitudine, dopo che le passerelle dei politici sono finite, semplicemente per il fatto che tendono a guardare “avanti”, verso altre sciagure che li possa aiutare a continuare a vivere di luce riflessa.

Le condizioni di vita restano drammatiche, un terzo degli abitanti non ha accesso alle latrine, causando l’insorgere del colera a seguito di questo terremoto, malattia che non si presentava sul territorio da 150 anni, causando 8mila morti fino a questo momento, perché a medio e a lungo termine le vittime saranno molte di più.

Il male si sa si trova meglio quando c’è da distruggere, non è proprio strutturato per il bene che tende ad unire, e quindi a risanare. Quanto raccontato rappresenta l’evidenza dei fatti, la mancanza di una precisa volontà nel dare pari dignità umana alle persone.

Allora il male si serve di tutto, e quando c’è la distruzione, come in questo caso dovuta ad un terremoto, si trova a suo agio, rovistando all’interno delle tragedie come sciacalli che depredano le risorse altrui.

L’umanità è anche questo, certamente non solo, ma dobbiamo arrenderci all’evidenza dei fatti, senza mai comunque perdere la speranza che, prima o poi, il genere umano possa rinsavire e riappropriarsi del proprio lignaggio.

Il male richiama attenzione perché il suo intento è quello di fagocitare, inoltre, ama i palcoscenici, adora i riflettori puntati, perché in questo caso ha la possibilità di declamare belle parole, per poi mandare tutti a quel paese quando le luci si spengono e gli astanti se ne tornano a casa.

Restano i poveracci, quelli senza tetto, quelli che, anche se si ammalano, rappresentano solamente elementi di disturbo, noiosi aspetti della vita con i quali bisogna pur rapportarsi per mantenere una immagine.

Share this Story
Load More Related Articles
Load More By Graziano Fornaciari
Load More In Alimentazione & Stile di vita

Check Also

Il pianeta Terra è sempre più devastato

Le foreste secche del Gran Chaco sono la ...

Cerca

Facebook