Trasformiamo lo Stato Padrone in una Comunità di Esseri Umani

Non sono mai stato comunista, ma nemmeno altro, insomma la politica non mi ha mai interessato fino a quando ho conosciuto la meditazione con l’associazione Atman, Riprendiamoci il Pianeta e il grande patrimonio di conoscenza lasciato da Giacinto Auriti. (1)

La sua rivoluzione culturale che scandalizzò 40 anni fa continua a farlo ora, tanto che chi indaga le sue scoperte in profondità, chi ha sete di giustizia, chi crede nell’ama il prossimo tuo come te stesso, non può che sentire scoccargli dentro una scintilla. Ecco, mi s’è acceso l’ardore per la politica! La politica del Bene Comune, contrapposta alla politica teatrale che ci viene rifilata da 43 anni a questa parte, parlo per me che son nato nel ‘75…

Nei suoi libri (2) e video (3), Auriti spesso parla di proprietà privata (individuale) contrapposta alla proprietà del “fantasma giuridico”, come lui apostrofava lo Stato, le S.p.a. e le altre persone giuridiche, cioè quei soggetti della nostra società diversi dall’essere umano.

La norma sulla proprietà privata (art. 832 c.c.) prevede il godimento del bene e lo tutela in modo individuale; sarebbe impossibile nel nostro ordinamento giuridico godere per rappresentanza: se abbiamo fame, per soddisfare questo bisogno, dobbiamo essere noi stessi a mangiare, non possiamo delegare altri. L’impossibile diventa possibile con un artificio culturale e legale molto antico: la personalità giuridica. La proprietà privata infatti è stata prevista nell’ordinamento occidentale anche in capo a queste “società-persone giuridiche”, dotate appunto di personalità giuridica, guidate comunque sempre da un vertice composto da persone in carne ed ossa, ad esempio l’organo di governo in una nazione. Un esempio molto caro al professore riguarda proprio lo Stato: quando il popolo esercita la funzione di aver fame, lo Stato esercita quella di mangiare in rappresentanza di esso, o dispensa dall’alto il “mangime” a suo insindacabile giudizio.

Questo non poteva succedere per esempio nell’Antica Roma, in cui la società era composta da un vertice politico che, esercitando la sua funzione, godeva in egual misura dei frutti del suo operato con il resto della popolazione. La definizione “Societas sunt homines qui ibi sunt”, che significa “la società è composta dalle persone vive che sono qui” cioè “la società siamo noi”, definiva la comproprietà della società a ciascun essere umano ed escludeva di fatto la personificazione dello strumento. (4)

Cosa significa? Che società è quella in cui viviamo? Certamente non è una Comunità, in cui il rispetto della Vita dovrebbe essere il Valore più grande.

Quando oggi parliamo di Stato invece parliamo di uno strumento, personificato appunto, perché in grado di avere diritti e doveri come un essere umano, che ha uno scopo (che in realtà è del suo vertice, costituito da uomini in carne ed ossa che usano lo Strumento): quello di togliere la proprietà ai legittimi proprietari dello Stato, i cittadini. (5)

Direte: ma lo Stato è un “carrozzone”! Chi vuole la proprietà di una società sempre a rischio di fallimento?

Da chi deriva questa affermazione? Forse da un sistema, chiamato in vario modo, che sulla scusa dell’inefficienza statale, del debito pubblico e dello spread impone ai nostri (nostri?) amministratori di svendere i gioielli di famiglia con le privatizzazioni? Avete mai pensato alle meravigliose aziende italiane create dal dopoguerra a tangentopoli e a quanta gente hanno dato lavoro: Eni, Enel, Telecom, Finmeccanica solo per citarne alcune? (6)

Non serve tanto addentrarsi nei bilanci, perché dobbiamo risalire alle cause di un problema di inefficienza che ha radici molto più profonde e che non ci hanno raccontato bene. Se ci pensiamo meglio, al di là delle aziende statali, cosa può produrre uno Stato ricavando sicuramente il 100% di utile? Moneta! Pensateci: da carta e inchiostro (per semplificare) una Comunità coesa dovrebbe decidere autonomamente di creare un’unità di misura in grado di misurare il valore di tutti i beni e i servizi commercializzabili tra gli uomini.

Considerando la dimostrazione storica, secondo cui non esiste più la convertibilità della moneta in oro dal 1971 (7), e quella scientifica del prof. G. Auriti dimostrata col “Valore Indotto della moneta” (8), possiamo affermare che una Comunità può creare una quantità illimitata di denaro senza costo, entro il limite tecnico ammissibile (9), diventandone automaticamente la legittima proprietaria!

La prima conseguenza è che il debito pubblico è una truffa di cui siamo vittime, per la quale il prof. Auriti denunciò la Banca d’Italia già l’8 marzo del 1993, con le accuse di associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio. (10)

La seconda conseguenza è che, se siamo proprietari, vogliamo avere la nostra parte di reddito generato dall’emissione monetaria e dagli utili delle aziende di Stato. (11)

Questo reddito è quella dignità giuridica che permette all’uomo di vivere ed evolversi senza l’angoscia di morire di fame o suicidarsi per un fallimento. Questa è la tessera di domino che fa cadere tutto il Sistema.

Noi dobbiamo essere comproprietari del nostro stato.

 Oggi invece siamo vittime di un raggiro storico e giuridico colossale, difficile prima di tutto da credere. Solo una coscienza ferma nel proposito di combattere prima di tutto la propria paura e pigrizia può comprendere la vastità di quello che stiamo subendo.

Tornando alla proprietà, se non è nostra, di chi è? In assenza in tutto il mondo di una legge che lo stabilisca, la proprietà di tutto il denaro, e quindi di tutti i beni del pianeta misurabili in denaro, appartiene al sistema bancario che stampa e presta. Prestare infatti, è una qualità del proprietario, ma dobbiamo tenere ben presente che a fronte di un semplice lavoro tipografico non ci si può arrogare il diritto di diventare proprietari dell’ossigeno del mercato, come è la moneta, decidendo anche quanta ne deve circolare. Quindi, solo per prassi bancaria e non per legge, questo sistema bancario vanta un credito nei confronti degli “Stati-fantasmi giuridici” (e quindi dei cittadini rappresentati dagli Stati) pari a tutto il denaro in circolazione, che aumenta costantemente a causa degli interessi sul debito pubblico. E giù di tasse, imposte e balzelli!

Il problema colpisce ogni ambito di vita umana: così le multinazionali sono l’emanazione di questo Sistema sul piano produttivo-commerciale, con la conseguenza che le piccole aziende sono destinate a chiudere, le campagne ad essere inondate di pesticidi, i bambini a diventare vaccino-dipendenti. (12)

Se fossimo proprietari del nostro Stato libereremmo anche i politici perché, citando Auriti, “In qualsiasi partito chi comanda non è il segretario politico, ma chi lo paga”, cioè chi crea il denaro vanta una posizione di potere che influenza la politica e ovviamente tutti gli organi d’informazione. (13)

E allora? In attesa di essere davvero una Comunità e capire che il denaro non è il fine della Vita, ma uno strumento per facilitarla, contiamo sul fatto che, specialmente nei momenti più bui, l’essere umano è in grado di sentire dentro di sé una forza davvero sovraumana, che è l’amore.

Con l’Amore potremo prendere consapevolezza che la proprietà privata di cui parlava Auriti altro non è che Responsabilità: ci dobbiamo prendere la responsabilità di capire e di affermare il bello, il buono e il vero, anche dopo che avremo ristabilito la giustizia. Ad un “avere” corrisponde infatti un “averne Cura”. Ci vuole un mare di Forza, un mare di Amore che oggi si fa fatica a vedere, ma c’è! È dentro di noi! Ho iniziato a trovarlo, per quel che mi riguarda, cominciando a meditare. Con Amore spazzeremo via ogni sopruso, senza odio: tu parassita ti riconosco, basta fregarci la Vita! Vai via e non disturbarci più, siamo noi i proprietari, siamo noi i responsabili della Cura del Pianeta!

 

www.riprendiamociilpianeta.it

www.giacintoauriti.com

www.simec.org

www.yogavitaesalute.it

 

Fonti:
(1) Simec.org – Giacinto Auriti
(2) EdizioniSolfanelli.it – Giacinto Auriti

(3) Youtube – Scuola Auritiana Simec

(4) GiacintoAuriti.com – Quid Ius, Quid Iuris

(5) Simec.org – La 4a funzione costituzionale dello Stato

(6) Panorama.it – Tutte le privatizzazioni pubbliche: la storia dal 1994 ad oggi

(7) BorsaItaliana.it – Il sistema di Bretton Woods e la sua fine

(8) Simec.org – Il valore indotto della moneta

(9) GiacintoAuriti.com – Anemia monetaria

(10) GiacintoAuriti.com – La denuncia autografa di Auriti a Bankitalia

(11) GiacintoAuriti.com – Non si può garantire “reddito di cittadinanza” senza sovranità monetaria

(12) PrimaPaginaDiYvs.it & VacciniLiberaScelta.it

(13) Senato.it – D.L. n. 1872, 13a legislatura – Proprietà popolare della moneta

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