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Tutto finito a Kiev?

20140221_151427_7F984A80La polizia ha lasciato la piazza e la guerriglia che ha devastato Kiev sembra conclusa con l’accordo siglato dal presidente Viktor Yanukovich e le opposizioni, alla presenza dei ministri degli esteri di Francia, Germania e Polonia. Le richieste dei dimostranti sono state accolte ed il ritorno alla costituzione del 2004, che limita i poteri presidenziali, sembra l’inizio di una pacificazione che sfocerà in nuove elezioni da tenersi per il mese di settembre 2014 e comunque non oltre la fine dell’anno. Inoltre il Parlamento ha approvato una legge che apre le porte ad un possibile rilascio di Yulia Tymoshenko paladina della rivoluzione arancione nel 2004. Naturalmente la Russia non poteva essere d’accordo con questa risoluzione, e in attesa degli sviluppi ha bloccato la seconda parte degli aiuti finanziari previsti.

Nei notiziari russi si è parlato di una rivolta violenta perché vi sono persone pagate dall’Europa per creare disordini. Quanto sia veritiera o manipolata questa informazione non è dato sapere, questo mi dice la mia amica russa che dall’Italia cerca di reperire informazioni sull’andamento della crisi ucraina. L’informazione parla di false promesse agli ignari ucraini, comunicando loro che l’Europa vuole solo trovare nuovi mercati nei quali posizionare le loro merci e distruggere l’economia del paese. Il messaggio è chiaro, vi sono forze pagate dall’Europa per scatenare l’odio. In un filmato trasmesso in televisione venivano mostrati alcuni cecchini che sparavano dalla parte dei rivoltosi ma dietro di loro, spacciandolo per un atto della Berkut, la speciale forza antisommossa.

Tutto finito? La situazione rimane critica anche perché l’Ucraina è sull’orlo del fallimento finanziario e il crollo della grivna, la moneta nazionale, ha già provocato la svalutazione nei Paesi dell’Europa dell’Est, vicini dell’Ucraina. Nelle borse in Ungheria il valore della moneta locale, il fiorino ungherese, è caduto fino al minimo degli ultimi due anni rispetto all’euro. Svalutate anche le altre divise della regione lo zloty polacco, il leu rumeno, la corona ceca ed in seguito questa crisi potrebbe influenzare anche tutte le altre monete europee euro compreso.

Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph analizza la drammatica escalation della crisi in Ucraina: l’Europa orientale e la stessa Russia rischiano di diventare l’epicentro di una nuova crisi finanziaria. La Russia si trova di fronte alla scelta tra subire grandi perdite da un default, il rublo russo è sceso a un minimo record nei confronti dell’euro, o affrontare spese sempre maggiori per sostenere l’economia dell’Ucraina.

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