Umanità… puoi riprendere il tuo Libero Cammino


Il giorno 30 maggio 2018 Massimo Rodolfi presso la Fondazione Circolo dei Lettori di Torino, porge all’Umanità un magnifico regalo: la ricostruzione sincretica della propria storia, dove risiedono le cause, le affinità, le analogie, i significati che possono illuminare l’ingarbugliato buco nero nel quale si avverte oggi di essere rovinosamente precipitati.

Una vita, quella di Massimo, interamente dedicata al risveglio e all’evoluzione dell’Umanità, con una dedizione, una abnegazione, una cura, una determinazione costante, senza defezioni e senza indugi, senza riconoscimenti o apparenti successi, sostenendo anche il peso dei minori compagni di strada, che nello sforzo annuale di aderire agli spazi di coscienza, che via via venivano affrontati, zoppicando e scappucciando con il fiato grosso e la lingua di fuori, arrancavano per tenergli il passo.

Sono stata tra loro dalla fine degli anni ottanta; in quel periodo la vita si divertiva a mettermi davanti agli occhi tutta la mia debolezza e i miei limiti: stavo entrando nel panico, pensando di non riuscire ad essere quello che avevo sempre creduto di essere, forte e intelligente e quindi necessariamente capace di vivere. Non era così vero, avevo l’acqua alla gola, andavo a fare hata yoga per rilassarmi, ma sapevo che avevo bisogno di altro. In questo clima interiore, un pomeriggio forse di marzo del 1990/91 una collega mi telefona dicendomi che la sera, alla camera di commercio di Modena c’era uno che parlava di eteroscopie.

“Sai che cosa è?”
“Assolutamente no!” le risposi, “però stasera non ho niente da fare, ci vado!”

E incontro Massimo Rodolfi. Non capisco assolutamente nulla di quello che dice, ma non mi sfugge la pratica della eteroscopia che concede a qualcuno che la chiede. Il metodo è assolutamente insolito: dice di poter sapere tutto della persona che ha davanti, ma sul concreto di fatto non dice quasi nulla, non si mette a decantare colori meravigliosi, né pessime visioni, è molto evidente che non gli interessa dimostrare, ma si attiene scrupolosamente a quello che può dire. C’è rispetto e attenzione, non c’è la minima traccia dell’ostentazione. Una parte di me si infiamma di entusiasmo: questo è un Uomo!

Il giorno dopo gli telefono e corro da lui. Mi insegna a meditare, mi rimette in piedi e incomincio a camminargli appresso, percorrendo tutta la strada che nel frattempo lui prepara per la nostra evoluzione. Da subito, mi si delinea un sogno: vorrei che tutto quello che Massimo ci insegna raggiungesse la massa dell’Umanità, diventasse conoscenza comune della gente, di quella povera gente che fa una fatica bestiale per vivere perché non ha strumenti di conoscenza che la supportano. Mi butto da subito ad organizzare conferenze per diffondere questa possibilità a partire dal mio piccolo paese di residenza estiva, dove Massimo generosamente non è mai mancato anche per pochissime persone. Piccoli interventi che si sono altamente perfezionati ed estesi nel corso degli anni con il contributo della scuola e degli insegnanti di Energheia.

Non ho intenzione di scrivere la storia di questi trenta anni e della strada percorsa insieme, ma di fronte a eventi grandiosi come quello di Torino, mi torna indispensabile ricordare qualcosa.

Ci fu un’altra serata e un altro evento che io vissi con grande entusiasmo, percependone la grandezza.

Dario, l’organizzatore dell’evento, mi ricorda che era il 17 marzo 2012 a Taranto nella Cappella Angioina del Convento di San Francesco, conferenza di Riprendiamoci il Pianeta sulle scie chimiche, con il maresciallo Azzone e il biologo Pattera, nostri partner per anni in questo tipo di tournée. Avevamo sempre preso in considerazione il problema scie chimiche esclusivamente dal punto di vista scientifico, quella sera Massimo lo espose per la prima volta come un problema di coscienza. Serata storica! Non solo si parlava di scie, ma addirittura di coscienza ad un pubblico che forse non ricordava l’esistenza di questa parola dal tempo del proprio catechismo, ammesso che lo avesse frequentato.

Questi sono gli eventi che sottolineano la grandezza e la specificità del nostro impegno e sono episodi che mi riempiono di gioia perché iniziano a sciogliere le pesanti catene che trattengono gli esseri umani incatenati alla propria sofferenza.

Dopo la serata di Torino il sogno che l’Umanità intera possa riprendere un cammino illuminato dalla Verità, si avvera sempre di più.

Le Vite di Gesù di Nazareth” una verità travolgente e scardinante, il regalo di un Maestro, ci invita a contattare la Verità, ad avvicinarla per riconoscerla e, non sarà una realizzazione immediata di oggi o domani, ma per tutti viene riaccesa quella luce che conduce alla liberazione dal male e dalla sofferenza.

Noi non lo diciamo soltanto, lo abbiamo fatto e la vita di ognuno di noi è diventata più leggera pur aggravandosi, ogni giorno di più, la vita di tutti su questa Terra.

Vite di Gesù di Nazareth – L’ultimo libro di Massimo Rodolfi, guarda il video:

 

Vite di Gesù di Nazareth

Pubblicato da Massimo Rodolfi su mercoledì 30 maggio 2018

 

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