Uranio Impoverito e Vaccini, la Verità Viene a Galla

PREMESSA (1)
Negli ultimi anni il Ministero della Difesa si è reso conto di un numero stranamente alto di militari italiani affetti da malattie autoimmuni, soprattutto linfoma di Hodgkin, e di morti da patologie neoplastiche. Principale imputato è stato subito l’utilizzo di proiettili a base di uranio impoverito che i nostri soldati hanno utilizzato in missioni all´estero, soprattutto in Bosnia e Kosovo. Fu così che venne varata la Commissione Mandelli, incaricata dal Ministero della Difesa, per far luce su questo fenomeno. Nel 2004 la Commissione termina i propri lavori senza riscontrare nessi tra le patologie dei militari e l´esposizione all´uranio impoverito. In seguito, sempre su indicazione del Ministero della Difesa, nasce il Progetto Signum, acroninmo per Studio di Impatto Genotossico Nelle Unità Militari, che ha coinvolto un migliaio circa di militari impiegati nella missione “Antica Babilonia” in Iraq.

Lo studio prevedeva la raccolta di informazioni dettagliate sulla possibile esposizione dei militari oggetto dell’indagine all’uranio impoverito e ad altri metalli pesanti mediante l’esame di campioni biologici (urine, sangue e capelli) effettuato prima e dopo la missione, per un periodo di quasi otto anni. Lo studio prendeva inoltre in considerazione altri fattori potenziali di rischio quali le condizioni ambientali e climatiche, gli stili di vita, la dieta, il fumo ed altre condizioni, inclusa, per la prima volta, la somministrazione dei vaccini. Il rapporto finale del progetto, redatto dal Comitato Scientifico costituito da 14 esperti di fama provenienti dagli staff medici delle università di Pisa, Genova e Roma, giunge già nel 2010 alle seguenti, sorprendenti conclusioni: nei soldati monitorati la quantità di uranio impoverito presente nel sangue e nelle urine non risultava aumentata al termine della missione, ma diminuita. Erano invece aumentati i livelli di cadmio e nichel, notoriamente cancerogeni, ed era cresciuto il danno ossidativo sul dna dei linfociti, cioè delle cellule del sistema immunitario, in particolare tra i soggetti che svolgevano intensa attività all’esterno ed avevano subìto 5 o più vaccinazioni. I monitoraggi ambientali escludevano invece contaminazioni significative dovute ad uranio e l’esposizione ad altri specifici inquinanti.

DOPO IL PROGETTO SIGNUM, LA COMMISSIONE PARLAMENTARE
Sulla base di queste conclusioni, si costituì con delibera del Senato del 16 marzo 2010 una nuova Commissione Parlamentare di Inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che avevano colpito il personale italiano impiegato all’estero. Di fronte a questa il professor Franco Nobile, oncologo direttore del Centro prevenzione della lega contro i tumori di Siena, rese noti gli esiti di uno studio condotto su 600 militari del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” reduci da missioni internazionali. Nel luglio 2017 è stata resa pubblica la relazione finale della IV Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito.

STRALCI DALLA RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA (2)

  • “La Commissione, infatti, ha rilevato come negli Stati Uniti, tra i veterani della Guerra del Golfo, si sia riscontrata un’incidenza di SLA (sclerosi laterale amiotrofica) che ha indotto le autorità di quel Paese a riconoscere la SLA come malattia connessa al servizio militare, e dunque come malattia indennizzabile, per tutti i veterani che hanno prestato servizio per più di 90 giorni. Analogo provvedimento è stato adottato in Canada. Spontaneo è chiedersi se in Italia l’Amministrazione della Difesa abbia svolto indagini e condotto studi sulla SLA tra i militari.”
  • “Per quanto riguarda la situazione italiana, il Gen. Tomao ha riferito che all’Osservatorio epidemiologico della Difesa sono giunte a partire dal 2007 solo sette segnalazioni di casi di SLA (dei quali solo uno aveva partecipato a missioni nei Balcani).”
  • “Un drammatico interrogativo si pone, in particolare, con riguardo ai casi di mesotelioma: gli oltre 500 casi ignorati dall’Osservatorio epidemiologico militare sono rimasti totalmente ignorati dalla Difesa?”
  • “É altresì accertato che la causa dell’incremento della patologia oncologica del personale dell’Amministrazione della Difesa nell’ultimo ventennio non possa qualificarsi in termini di univocità, ma piuttosto di multifattorialità, che, come già appurato dalla Commissione d’inchiesta nel corso della XVI legislatura, comprende la vaccinazione e le sue modalità.”
  • “Come già evidenziato nella relazione intermedia di luglio, la vaccinazione comporta dei rischi in termine di problemi di immunosoppressione, iperimmunizzazione, autoimmunità e di ipersensibilità. Questa affermazione ha trovato conferma dall’analisi dei documenti pubblici dei vaccini, quali fogli illustrativi e schede tecniche.”

Commento: La Commissione ci sta dicendo che i vaccini somministrati ai militari (che sono identici a quelli somministrati ai bambini), possono provocare immunosoppressione, autoimmunità ed ipersensibilità.

 

  • “Peraltro, anche agli esiti della ricerca condotta su 600 militari del 186º Reggimento «Folgore» reduci da missioni internazionali in teatri di guerra, era emersa “la possibilità che pratiche vaccinali particolari fossero state suscettibili di comportare una «disorganizzazione del sistema immunitario» che avrebbe potuto a sua volta essere alla base di patologie autoimmuni quali la tiroidite autoimmune, la sclerosi multipla, l’eritema nodoso, il lupus, l’artrite reumatoide, il diabete, la neurite ottica e, secondo alcuni ricercatori, di leucemie e linfomi.”

Commento: La Commissione afferma che i vaccini possono scatenare patologie autoimmuni, non lo stanno dicendo persone definite ignoranti o novax.

 

  • “Per quanto concerne le modalità di somministrazione dei vaccini, le Linee Guida del 2008 prevedono l’obbligo di una corretta anamnesi prevaccinale.”
  • “Dai lavori della Commissione e dalla documentazione raccolta è emersa la necessità di svolgere esami pre-vaccinali prima della somministrazione dei vaccini, sia al fine della valutazione d’immunità già acquisite, sia al fine dell’accertamento di stati di immunodepressione che sconsiglino di somministrare il vaccino in quello specifico momento.”

Commento: La Commissione ci informa che è prevista una corretta anamnesi prevaccinale e di conseguenza la consiglia. Vi risulta che venga fatta ai militari o ai nostri bambini?

 

  • “La Commissione rileva come sia opportuno che gli automatismi nelle somministrazioni vengano associati a sorveglianza e controllo post-vaccinale, tanto più efficaci se condotti da organismi connotati da caratteristiche di indipendenza e terzietà, come più volte auspicato da questa Commissione.”

Commento: La Commissione auspica un controllo post-vaccinale, cosa mai effettuata né su militari né sui bambini.

 

  • “Dalla documentazione che la commissione ha richiesto alle case farmaceutiche, queste affermano che «sono ben 22 le indicazioni di svolgere accertamenti pre-vaccinali volti ad escludere l´esistenza di eventuali stati di immunosoppressione, 7 quelle che prevedono la preventiva valutazione dell´efficienza o inefficienza del sistema immunitario, 3 quelle riferite alle necessità di escludere malattie autoimmuni, 9 le malattie oncologiche e ben 11 che chiedono una vera e propria analisi di una eventuale immunodeficienza.»

Commento: La Commissione afferma che sono le stesse case farmaceutiche a consigliare degli esami pre-vaccinali. Ma allora perché i pediatri delle Asl, come i medici della Società Italiana di Pediatria affermano il contrario? Lo stesso ministro della salute Lorenzin, nell´estate 2017, ha inviato circolari a tutti i pediatri affermando di non avallare richieste di genitori di svolgere esami pre-vaccinali. Come mai le aziende farmaceutiche, sotto inchiesta parlamentare, affermano il contrario?

 

  • “A conferma della necessità di adottare precauzioni alle reazioni avverse si osserva infine che le case farmaceutiche richiedono esami e verifiche in numero proporzionalmente maggiore, tanto più questi contengono componenti estranei ai principi attivi.”

Commento: Si commenta da sé.

 

  • “Infatti la Commissione, nell’ambito della sua attività di indagine, ha preso conoscenza di casi in cui si erano manifestate reazioni avverse in seguito alle vaccinazioni, con l’instaurarsi di patologie autoimmuni o neoplastiche sopravvenute, in una parte di popolazione militare non sottoposta a fattori di rischio diversi da quelli vaccinali.”

Commento: Si commenta da sé.

 

  • “La Commissione ha esaminato una serie di casi specifici di militari che hanno riportato patologie anche gravi e in taluni casi sono deceduti, in relazione alle modalità delle somministrazioni delle vaccinazioni. In particolare si è registrato, il caso del Caporale Maggiore F.R., mai andato in missione fuori dal territorio nazionale, vaccinato sebbene già affetto da malattia oncologica (linfoma di Hodgkin) non rilevata per mancanza di esami pre-vaccinali, e pertanto in stato di grave immunosoppressione e successivamente deceduto; il caso del soldato semplice D. G., congedato dopo poco più di sei mesi dall’arruolamento, avvenuto l’8 febbraio 2007, a seguito di grave astenia e deperimento fisico iniziati il giorno stesso della vaccinazione multipla, avvenuta il 19 giugno 2006; il caso del Caporal Maggiore G.T., arruolato nel 1999 e in congedo dal 25.11.2000 dichiarato «permanentemente non idoneo al servizio militare incondizionato» perché affetto da linfoma di Hodgkin (tipo sclerosi nodulare in stadio clinico II A), vaccinato senza l’effettuazione di esami prevaccinali.”

Commento: Se somministrare vaccini multivalenti a persone adulte e forti può provocare gravi patologie autoimmuni, possiamo a buon diritto sospettare che i bambini vaccinati, con un sistema immunitario fragile e in formazione, siano ancora più a rischio.

 

  • “È infine assolutamente necessario rimarcare che gli esiti del progetto SIGNUM, nonché le risultanze dello studio effettuato dal Prof. Nobile sui militari della Brigata Folgore, portano ad affermare un significativo incremento della frequenza di alterazioni ossidative del DNA e di cellule micronucleate, a fronte di soggetti sottoposti a vaccinazioni in numero superiore a cinque o con vaccini viventi attenuati o con prevalente attività outdoor.”

Commento: La Commissione ci dice che se vengono somministrati più di 5 vaccini monovalenti contemporaneamente, si rischiano reazioni avverse. Come la mettiamo con il vaccino esavalente iniettato ai bambini?

 

  • Solo con esami post-vaccinali è possibile valutare se si sono verificate a carico del militare situazioni di autoimmunità, allergia o ipersensibilità ritardata e/o iperimmunizzazione. Per converso, solo in tal modo è possibile verificare l’efficacia del farmaco con conseguente immunizzazione dell’interessato.”

Commento: La Commissione consiglia inoltre esami post-vaccinali per verificare sia l’efficacia del vaccino che la comparsa di reazioni allergiche o malattie autoimmuni. Tali esami non vengono effettuati né su militari né su bambini.

 

  • “In conclusione, la Commissione ritiene che l’utilizzo di farmaci vaccinali forniti in soluzione monovalente e monodose (ovvero un vaccino per singola malattia, fornito in una singola dose), ridurrebbe notevolmente l’esposizione al rischio dovuto alla profilassi vaccinale, in quanto il militare – in età adulta -, potrebbe risultare già immunizzato ad alcuni antigeni contenuti nei vaccini multipli assunti nell’infanzia o immunizzato naturalmente per aver contratto la relativa patologia.”

Commento: La Commissione ritiene che utilizzare vaccini con singoli antigeni piuttosto che polivalenti riduce notevolmente il rischio di sviluppare patologie. Forse bisognerebbe dirlo ai medici delle Asl, ma soprattutto al legislatore, siete d´accordo?

 

  • “Per quanto riguarda l´approvvigionamento dei vaccini da parte della difesa, risulta che essi siano gli stessi in uso alla sanità pubblica, autorizzati dall´Agenzia italiana del farmaco (Aifa).”

Già qualche anno prima…

  • “La Commissione parlamentare d´inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato all´estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, in relazione all´esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, ha accertato che l´85% dei militari che hanno contratto gravi malattie non è mai uscito dai confini nazionali per partecipare alle missioni di pace. Per tale motivo, è lecito ipotizzare che le cause di tali patologie nulla abbiano a che fare con l´eventuale esposizione con l´uranio impoverito (seduta Commissione n. 23 del 9 marzo 2011).” (3)

 

COSA É SUCCESSO DOPO LA RELAZIONE INTERMEDIA DI LUGLIO 2017
La relazione intermedia, in cui si evidenziava una forte correlazione tra vaccini, patologie e decessi, ha allertato il Ministero della Salute, il quale ha prontamente commissionato uno studio scientifico per confutare gli esiti di quella relazione e per mettere a tacere il lavoro della commissione. Questo studio commissionato dal Ministero della Salute era intitolato “Mancanza di evidenze per disordini autoimmuni e linfoproliferativi nel personale militare vaccinato italiano”.

Ecco come giudica questo studio la Commissione d´inchiesta parlamentare:La Commissione considera lo studio dal titolo «Lack of evidence for post-vaccine on set of autoimmune/lymphoproliferative disorders, during a nine-month follow-up in multiply vaccinated italian millitary personnel», pubblicato nel mese di agosto 2017 (…) come redatto in situazione di conflitto di interessi, privo di alcun fondamento scientifico nel metodo e negli esiti contraddittorio”. Peraltro, lo studio è stato effettuato con esclusione dalla coorte di quei militari con problemi di immunosoppressione, in tal modo confermando la pericolosità delle somministrazioni vaccinali a tali categorie di soggetti. Sussistono dubbi di corretta utilizzazione del finanziamento pubblico a detto studio e per tali ragioni la Commissione trasmette la presente relazione alla procura della Corte dei Conti territorialmente competente.”

Commento: Hanno cercato di insabbiare i lavori della Commissione, senza riuscirci.

 

CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE
“Alla luce degli elementi raccolti, la Commissione conferma che vi sia una associazione statisticamente significativa tra patologie neoplastiche e linfoproliferative, e altre patologie (es. quelle autoimmuni), e la somministrazione dei vaccini secondo la profilassi vaccinale militare. La commissione ritiene di non poter escludere il nesso di causa.”

APPROFONDIMENTI RIPORTATI DALLA COMMISSIONE
Nella relazione finale, la Commissione riporta alcune ricerche a sostegno della tossicità degli adiuvanti a base di alluminio dei vaccini, eccole:

  • Shaw CA et al. “Aluminum induce entropy in biological system: implications for neurological diseases” Journal of Toxicol 2014: 491316. Doi: 10.1155/2014/491316. Epub 2014 Oct 2
  • Molda, Dorcas Umar, A. Kingc, C. Exley “Aluminum in brain tissue in autism” Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, Vol 46, mar 2018, pag. 76-82.

La commissione d´inchiesta prosegue:

  • Poiché molti dei vaccini utilizzati vengono prodotti con colture di cellule e tessuti animali (embrioni di pollo) o umani (tessuti fetali, linee cellulari), tale contaminazione pone dei seri rischi per la salute umana, poiché potrebbe essere responsabile di reazioni autoimmuni contro il DNA umano. In particolare è il caso di richiamare lo studio dal titolo «Epidemiologic and Molecular Relationship Between Vaccine Manifacture and Autism Spectrum Disorder Prevalence» di Deisher TA et al, pubblicato su Issues Law Med 2015 nelle cui conclusioni si legge: «I vaccini prodotti in linee cellulari fetali umane contengono livelli inaccettabili di contaminanti del frammento di DNA fetale. Il genoma umano contiene naturalmente regioni suscettibili di formazione di rottura a doppio filamento e mutagenesi inserzionale del DNA».”

 

A PROPOSITO DEI FETI ABORTITI
Come riferito dalla commissione, alcuni vaccini contengono virus coltivati su cellule provenienti da feti umani abortiti, le sigle corrispondenti sono Wistar RA 27/3 e MRC-5, presenti ad esempio nel vaccino Priorix tetra. Eccolo (4):

 Se non siete convinti, visitate il sito dell’azienda che produce questo tipo di cellule:

E troverete questo: (5)


OLTRE LA COMMISSIONE D´INCHIESTA
Stranamente, la Commissione d´inchiesta non si sofferma sui possibili pericoli di un componete discusso dei vaccini: le cellule Vero. Alcuni virus vaccinali vengono infatti coltivati su questo tipo di cellule denominate Vero, ossia cellule provenienti da rene di scimmia verde. Le cellule di scimmia ci fanno venire in mente lo scandalo SV40, un virus trovato in alcuni tumori, proveniente dai reni di scimmia utilizzati nei vaccini antipolio sin dagli anni ’50. (6)

Quando vi recate alla Asl per i colloqui prevaccinali, chiedete ai medici vaccinatori di mostrarvi gli studi che dimostrino che tale roba da brividi non possa provocare il cancro o nuocere ai bambini. Non vi potranno accontentare in quanto vi anticipo che nessuna ricerca è stata mai eseguita in tal senso. Virus coltivati su cellule Vero sono contenuti nel vaccino esavalente Infanrix Hexa, comunemente somministrato ai nostri bambini, guardate con i vostri occhi (fonte Aifa). (4)

 

IN CONCLUSIONE
La Commissione d´inchiesta parlamentare ha concluso che:

  • Non esiste nessuna relazione tra militari ammalati e deceduti e uranio impoverito.
  • L´85% dei militari ammalati o deceduti non è mai uscito dai confini nazionali.
  • Esiste una relazione tra militari ammalati o deceduti e pratica vaccinale, in dettaglio se vengono somministrati più di cinque vaccini contemporaneamente.
  • La commissione raccomanda esami prevaccinali ed un attento monitoraggio post-vaccinale.

Le conclusioni della Commissione d´inchiesta sono in netto contrasto con le opinioni della maggior parte dei medici, nonché con la consueta prassi vaccinale, per militari e bambini, costituita da nessun esame prevaccinale e dalla somministrazione di più antigeni vaccinali contemporaneamente. Nei prossimi mesi molto probabilmente assisteremo ad una giusta impennata di richieste di risarcimento da parte dei militari italiani.

Per quanto riguarda i vaccini pediatrici, dopo la lettura di questa relazione, possiamo sospettare che se un bambino che deve essere vaccinato possiede una mutazione MTHFR, oppure un deficit di superossido dismutasi, glutatione perossidasi ecc. e non viene effettuata nessuna indagine prevaccinale, avrà una notevole possibilità di subire un danno vaccinale. Di conseguenza possiamo senza dubbio affermare che dieci vaccini obbligatori per legge, con queste condizioni, produrranno un netto aumento di bambini ammalati di patologie autoimmuni e danni neurologici, insomma un vero massacro. Prima o poi qualcuno dovrà pagare per i tanti bambini danneggiati.

Fonti:
(1) AnalisiDifesa.it – In principio era l’uranio impoverito…
(2) Camera.it – 7 Febbraio 2018 – Commissione Parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie…
(3) Camera.it – Interrogazione a risposta scritta 4/15575…
(4) AgenziaFarmaco – gov.it
(5) LgcStandards-Atcc.org – MRC-5 (ATCC® CCL-171™)
(6) Archive.org – Cdc.gov – Cancer, Simian Virus 40 (SV40), and Polio Vaccine Fact Sheet

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