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USA: bimba di 9 anni uccide l’istruttore al poligono

Il tragico incidente è ufficialmente dovuto al rinculo dell’arma, non ufficialmente ad un folle modello educativo made in USA.448px-Children_soldier

Un po di tempo fa, andava di moda definire una cosa più adatta ad un film d’azione che non alla vita vera un’americanata; oggigiorno ormai questa espressione non si usa più, ma come ogni detto o proverbio che si rispetti, un fondo di verità l’ha mantenuta.

Negli Stati Uniti molti poligoni di tiro sono aperti ai minori e offrono loro scenari da luna park, come ad esempio la catena Bullets and Burgers, dove si può passare una bella giornata in compagnia dei nostri piccoli bambini fra una escursione, hamburgers, patatine, scenari a tema guerra del Golfo e naturalmente una vasta scelta di armi automatiche che i bimbi dagli 8 anni in su, affiancati da un istruttore, possono usare per giocare e divertirsi.

D’altronde non è questo che un bambino dovrebbe fare? Giocare, divertirsi, ma anche imparare dalle sue attività che intraprende ogni giorno, naturalmente, con la supervisione dei genitori.

Noi qui in Italia siamo sempre anni indietro rispetto a mamma America, ad esempio ai miei tempi si giocava si alla guerra, ma per rendere il gioco più bello usavamo più che altro la fantasia. A quanto pare adesso quella è passata di moda, meglio che i piccoli adulti di domani si confrontino fin da subito con il tema delle armi e della violenza, quella vera però, non il gioco di un bimbo, e cosa c’è di meglio se non fargli passare una educativa giornata a sparare con una mitragliatrice.

Così è accaduto anche a White Hills, in Arizona, dove ad una bambina di 9 anni è stata messa in mano una mitraglietta da guerra Uzi di fabbricazione israeliana, quella che si vede sempre nelle americanate alla tv, dove l’eroe di turno spara per mezzora sotto il fuoco di bombe e razzi senza venire mai colpito.

Stavolta però, mentre l’istruttore mostrava alla piccola il funzionamento dell’arma è partito un colpo che ha centrato l’uomo alla testa. La bimba non è riuscita a tenere l’ Uzi dopo il rinculo, e ha così ucciso un uomo a soli 9 anni, in un poligono che offre hamburgers e patatitine sperduto fra l’Arizona e il Nevada.

I responsabili della struttura, contattati dalla stampa, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, della bambina per ora non si sa nulla. Chissà se qualcuno ci farà un film, personalmente per approfondire il tema consiglio a tutti di guardare il documentario di Michael Moore “Bowling a Columbine”.

La realizzazione del documentario ha portato l’autore in giro per gli USA fino all’intervista finale a Charlton Heston; la conclusione di Moore è che gli Stati Uniti, attraverso i suoi mezzi di informazione e l’uso politico delle differenze sociali, hanno creato uno stato di diffidenza verso il prossimo, trascinando questi contrasti a forme di difesa personale eccessiva. Era il 2000, e 14 anni dopo, negli Stati Uniti è possibile insegnare ai bambini a sparare come se fosse un gioco.

Chissà cosa avrà imparato da questa esperienza la bimba di White Hills, chissà se porterà la giornata in cui ha ucciso un uomo a distanza ravvicinata con un colpo alla testa nel suo cuore, chissà quale lezione avrà appreso.

Meglio che corriamo ai ripari e spegniamo la tv; al suo posto potremmo sempre valutare di accendere il cervello.

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