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Una vittoria contro le multinazionali, Il Parco Nazionale Virunga è stato salvato

virunga gorillasIl pianeta Terra viene deturpato continuamente dalla avidità umana, la quale non si fa scrupoli di devastare territori per i suoi biechi interessi di morte. La Terra subisce ogni tipo di angherie, e “munta” di ogni sua risorsa, visto che non conta più la bellezza e l’armonia, ma solo il degrado nel quale potrà incistarsi una disumanità aliena alla vita su questo pianeta.

Le cose non vanno sempre male, qualche volta un “miracolo” accade, come è avvenuto nel Parco Nazionale Virunga nella Repubblica Democratica del Congo, il più antico dell’Africa, dove le attività della compagnia petrolifera britannica Soco International PLC, sono state bloccate e non potranno proseguire nella esplorazione petrolifera.

In questo caso una multinazionale è stata fermata e un Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco è stato salvato grazie al WWF e a tutti gli attivisti che non si sono dati per vinti, ma che hanno continuato a lottare per salvaguardare questo pezzo di vita, di cui fanno parte i gorilla “schiena d’argento” che sono i principale abitanti del Virunga, ridotti ormai a pochi esemplari.

soco-international-logoTutto è partito lo scorso ottobre a seguito di una denuncia del WWF contro la Soco presso l’OCSE, l’organizzazione che guida le multinazionali nella cooperazione e nello sviluppo economico, portando 750mila persone in tutto il mondo a firmare una petizione a salvaguardia di questo patrimonio dell’umanità.

Si spera che questo esempio serva segnando un nuovo corso, nel quale gli interessi delle comunità locali e del pianeta vengano comunque prima di quelli delle compagnie private. In pericolo era anche Lago Edward, ma soprattutto le 50mila famiglie che dipendono dalle risorse di questo bacino, per lavoro, cibo e acqua potabile.

Il male preme continuamente e vuole distruggere cercando di separare la vita. Forze aliene a questa umanità cercano continuamente canali per nutrirsi a scapito del pianeta Terra che deve essere spolpato di ogni sua risorsa. L’avidità non conosce sosta e le pressioni da parte delle multinazionali diventano sempre più pressanti.

La coscienza di questo pianeta è ancora ignorante perché possa essere coesa nel debellare il male. Troppe falle sono ancora presenti e il lavoro può sembrare talmente grande da suscitare frustrazione. L’amore è tenacia e persistenza, e in questo caso una falla è stata riparata e il Parco del Virunga non è caduto nelle mani insanguinate del male.

Queste falle sono presenti nella coscienza del pianeta, ma sono presenti anche in ognuno di noi che ne facciamo parte. Cerchiamo, ove la vita ci ha collocati, di sanare le nostre parti avide, le quali lavorano per separare avendo a cuore i propri interessi. In questo modo contribuiremo a sanare la vita nel suo complesso.

Bisogna comunque vigilare, perché il male non si arrende facilmente visto che non contempla la sconfitta. La coscienza del pianeta potrà essere plasmata attraverso “piccoli” gesti quotidiani che abbiano l’amore al primo posto, gesti coraggiosi che vadano controcorrente opponendosi al male anche quando sembra che vado contro ai nostri interessi.

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