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Wind in tilt, oggi un utente su quattro non ha potuto accedere a internet

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Da stamattina i cellulari e i telefoni fissi degli utenti Wind sono rimasti senza rete per problemi non meglio specificati.

I motivi sono ignoti ed è in corso un’indagine, Altroconsumo ha annunciato la possibilità di una class action e le proteste impazzano, come del resto l’attenzione di molti. Il disservizio o il guasto, chiamatelo come volete, ha colpito circa un quarto degli utenti telefonici italiani; anche il blog di Beppe Grillo è stato colpito dall’assenza di rete.

Nel primo pomeriggio di oggi Wind ha pubblicato un post di scuse: “ Comprendiamo e ci scusiamo per il grosso disagio causato a tutti i nostri clienti. I nostri tecnici stanno lavorando per ripristinare quanto prima i servizi”.

La deputata PD Lorenza Bonaccorsi, componente della commissione Telecomunicazioni si è scagliata contro la compagnia di telefonia dichiarando: “ L’Agcom e l’Antitrust chiedano spiegazioni a Wind per il pesante blackout che ha colpito la rete internet e della telefonia fissa e mobile, a parte uno scarno comunicato di Wind, che parla di generiche “difficoltà”, non ci sono informazioni sulla durata del black-out e gli utenti sono stati lasciati sostanzialmente abbandonati per ore. Lavoratori, professionisti, imprenditori, famiglie: sono rimasti tutti al buio. E’ opportuno che le autorità di vigilanza verifichino cosa è successo e a chi vanno attribuite le responsabilità” (Fonte Sole24ore).

Intanto nel mare magnum di internet accedeva di tutto, c’è chi ironizzava facendo come al solito umorismo di bassa lega sui noi “complottisti”, come sempre al centro dell’attenzione dei più simpatici e intelligenti fruitori della rete, è un comglotto etc, chi ha perso diverse ore ad arrabbiarsi con il destino, e chi, pur prendendo con filosofia l’anomalia, non ha risparmiato qualche critica verso l’azienda.

Di certo oggigiorno è difficile vivere senza un telefono incollato addosso mentre on line controlliamo le ultime news e comunichiamo in real time sulla utile e vitale chat con cui siamo in connessione con il mondo.

Nonostante le difficoltà che senza dubbio chi lavora ha avuto, e senza voler fare del facile moralismo, se fossi fra le persone rimaste “isolate” un paio di domande me le farei: come si può permettere ad un servizio di telefonia mobile di essere irrinunciabilmente vitale? Siamo davvero sicuri di non poter stare senza cellulare o internet?

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Pare proprio che al giorno d’oggi, l’ansia di dover essere sempre raggiungibili ed in rete con tutti, ci ha alienato e reso paradossalmente meno in contatto con la vita e con gli altri, poi basta un “black out” di una mezza giornata et voilà, il panico è servito.

Non sarebbe forse opportuno fare una riflessione sull’abuso che facciamo di questi strumenti, un divano sarà anche comodo ma se ci passi sopra quasi tutte le giornate di tutti i giorni della tua vita dopo un po rischi di perdere l’uso delle gambe; ma ce lo ricordiamo ancora quanto era bello vivere senza essere sempre attaccati ad un telefono, si stava più fuori, anzi da ragazzi era la priorità, ci si incontrava, si andava al bar, al cinema, si faceva tutto, forse anche di più di quel che si fa ora.

Mentre oggi? Saremmo in grado di vivere senza essere sempre rintracciabili, con un ritmo più umano e soprattutto in un contesto di relazioni più vero? Nel limite del possibile proviamo a spegnerlo ogni tanto sto telefono, ci accorgeremmo quasi subito di avere più spazio per noi e potrebbe anche piacerci.

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